Migliaia di persone in corteo per dire basta all'odio e al razzismo. Ha preso vita sabato in città la manifestazione organizzata dalle associazioni degli immigrati contro i provvedimenti di Comune e Governo, con l'adesione di Cgil, Cisl e Uil. Immigrati, ma anche molti bresciani di ogni età ed un migliaio di rose bianche venate di rosa donate alle donne incontrate lungo il percorso.
Molte anime, dunque, ed una sola voce: "Gli immigrati sono parte della nostra comunità, non persone da scaricare quando non servono più". Un pomeriggio gelido, scaldato dalla passione con la quale sono stati scanditi gli slogan durante il corteo.
Il corteo è partito verso le tre del pomeriggio da piazza Loggia, luogo simbolo del governo della città, e si è snodato attraverso via San Faustino e contrada del Carmine, quartieri in cui è forte la presenza di immigrati. Poi avanti, tra slogan e musica, sul ring fino alla stazione per poi ritornare nel cuore della città e concludersi, tre ore dopo circa, in piazza Loggia con gli interventi dei rappresentanti delle Associazioni di immigrati, dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil - rispettivamente Marco Fenaroli, Renato Zaltieri e Angelo Zanelli - e di molta gente comune.
Tra i molti obiettivi raggiunti dalla manifestazione - quelli di essere stato un incontro pacifico, quasi una festa - c'è stato anche quello di aver fatto sfilare insieme i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil. Sindacati che, anche a livello locale, si sono spesso trovati in disaccordo su alcune modalità di approccio a tematiche quali la questione del bonus bébè o su altri provvedimenti "discriminatori" di alcune amministrazioni comunali.


dal giornale di Brescia



Voglio parlare di alimentazione. Che cavolo c'entra con la politica, con un'associazione culturale? Ebbene, siamo ciò che mangiamo (oltre a quello che pensiamo e respiriamo) e quindi credo opportuno riportare poche indicazioni (che poi approfondirò) che do volentieri ai miei alunni a scuola. Indicazioni che diventano importanti alla luce del fatto che secondo l'atlante di mortalità dell'Asl di Brescia, proprio il nostro distretto sanitario 8 ha un'incidenza di tumori superiore alla media nazionale e provinciale (un primato di cui possono fregiarsi anche diverse altre zone della provincia). I motivi? Non si può certo dire che la colpa è solo del vino che trangugiano i nostri bassaioli. Credo sia da ricercare anche in un domino delicato di concause: inquinamento, alimentazione, cattive abitudini alimentari. Sembrerà una sciocchezza: ma se uno ha lavorato (o vive) vicino ad una acciaieria che ha emissioni inquinanti, fuma, beve, ha una alimentazionepoco corretta, ha più probabilità di ammalarsi. Così vale anche per quelli che vivono lungo una tangenziale dove passano 20mila macchine al giorno (ne abbiamo, a voi l'elenco) e si beccano un bell'aerosol di benzene e polveri sottilili ogni giorno. Aggiungiamo il fatto che la nostra falda ha  residui di pesticidi e nitrati (derivanti dalla fertirrigazione) indubbiamente a norma di legge, ma che contribuiscono al domino di cui parlavamo. L'aria che respiriamo è tra le peggiori del pianeta (in pianura non c'è vento che pulisce.....). Bel quadretto no?


Come se non bastasse, ogni giorno rischiamo di trangugiare cibi contenenti sostanze potenzialmente tossiche. Esempio da professore pedante: quando comprate cibi pronti, leggete negli ingredienti che non contengano conservanti che riportano sigle dalla E 210 alla E250: sono tutti molto tossici. Andate su siti specializzati in alimentazione se non ci credete. Vi faccio un piccolo ragionamento: se già viviamo in un posto inquinato, meglio non ingerire altri veleni. O no? Lo stesso vale per molti coloranti. Lo stesso vale per pesce proveniente dall'Oceano Indiano (lasciatelo dov'è!!! a partire dall'inquinatissimo pangasio). Lo stesso vale per quasi tutti gli insaccati contenti nitriti (E249, E250) che sono micidiali soprattutto per i bambini.  

Anche perchè, diciamocelo, anche la scelta di un alimento può essere politica. Esempio: ai nostri allevatori pagano una miseria il latte (0.33 euro al litro) mentre al supermercato il latte lo paghiamo anche 1.62 euro al litro. Certi yogurt ben oltre i 10 euro al chilo! Negli ingredienti poi, si scopre che il mitico Danone che fa tanto bene alla salute è fatto anche con latte ricostituito (la maggior parte importato dall'estero). Completiamo il sillogismo aristotelico: se compro prodotti fatti con latte in polvere (di dubbia qualità e provenienza) avvantaggio la grande distribuzione che compra latte all'estero e affama i nostri allevatori. Non dico di farsi lo yogurt in casa (anche se non ci vuole molto tempo) ma almeno leggere se il prodotto acquistato è fatto con latte ricostituito.... e se troviamo vaschette di gelato a due euro il chilo, panna, mozzarelle e formaggi a pochi centesimi, con che cosa credete siano fatti? Meglio davvero andare ad un distributore di latte alla spina (non mancano da Orzinuovi, a Dello). Ve lo consiglio. 

Mangiamo cibi locali, avantaggiamo la filiera corta. Certo. Viva il nostro orto, i polli e conigli del nonno. Ma attenzione. Assicuriamoci che non ci siano fonti di inquinamento sotto casa e nel raggio di poche centinania di metri. Purtroppo nella mia decennale esperienza di giornalista ho seguito casi di inquinamento che hanno contaminato cibi e alimenti.

esempio 1) Mi viene in mente il caso del latte al pcb conferito alla Centrale del latte di Brescia nel 2001 e nel 2007. Le percentuali erano a norma di legge (inferiori ai 6 picogrammi al litro di diossine e pcb) ma comunque preoccupanti. Il problema era semplice: le stalle dell'hinterland cittadino avevano (e hanno) terreni e quindi erba inquinata dalle emissioni di aziende, acciaierie e in piccola parte dall'inceneritore. La Centrale del Latte dice di avere cambiato stalle. Speriamo. Dice un'altra cosa importante: altri grandi marchi del latte (se lo raccolgono in zone inquinate) avranno di questi problemi. Ma nessuno lo sa perchè analisi magari non ne fanno. Aggiungiamo un altro particolare: dai campionamenti fatti dall'istituto zooprofilattico risultavano contaminate anche uova di galline e carne di vacca dell'istituto tecnico agrario Pastori (in zona Borgo Whurer). Del resto signori, le analisi in bianco fatte nel 1998 prima dell'ingresso in funzione dell'inceneritore di Brescia dimostrarono un inquinamento di fondo da pcb e diossine nei terreni di tutto l'hinterland: da Torbole Casaglia fino a Montirone.

esempio 2): ad Azzano Mella, lungo la sp IX Quinzanese, ci sono diverse serre di insalatine, la ditta è l'Euroverde. Possibile si possa coltivare insaltina con aerosol di benzene e altri inquinanti persistenti che escono dai tubi di scappamento delle nostre belle vetture lucide e grintose?

esempio 3) due anni fa scoppia il caso della Piombifera Bresciana di Maclodio: il Comune e la Procura scoprono inquinamento da piombo e pcb a macchia di Leopardo nei terreni circostanti. Ecco, proprio in quei terreni si coltivavano circa 100 piò di meloni. Per l'Asl non c'era problema: disse che erano ortaggi a scorza, a prova di contaminazione. Se la sono bevuta tutti. I terreni sono sempre quelli, i meloni li coltivano anche quest'anno. 

esempio 4): l'acqua della falda di mezza Valtrompia è inquinata da cromo. Ricordiamo che per decenni centinaia di aziende hanno cromato posate, utensili, armi ecc. inquinando impunemente il terreno. Erano anni in cui si parlava solo di lavoro. E si sta tornando a quegli anni. L'inquinamento? Chi se ne frega, l'importante è avere un lavoro, guadagnare, per comprare macchina nuova e nuovo cellulare. Chi se ne frega se poi ci ammaliamo di cancro a 10 20, 30, 40, 50 anni?

 

 

Ma a cosa serve un'ente come la Provincia se non a difendere le ragioni e le istanze degli enti locali? Questa la domanda che viene da porsi seguendo la storia del polo logistico di Azzano Mella.

Ripeto: 560mila metri quadrati di territorio agricolo verranno cancellati per sempre. I comuni limitrofi (Dello, Capriano, Mairano, Lograto) non lo vogliono e fanno bene. Arriveranno oltre 3mila veicoli al giorno, su una strada congestionata come è la Quinzanese. Ebbene, quel singolo e piccolo Comune di Azzano, ingolosito da 5 milioni di oneri (un terzo di quelli che prenderà Leno per un polo più piccolo) con uno strumento diabolico come il Suap (sportello unico attività produttive) ha approvato l'opera.

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Voglio lanciare una provocazione ai sette sindaci delle Terre Basse, ovvero i sette comuni di Azzano Mella, Barbariga, Brandico, Corzano, Dello, Longhena, Mairano. Ma quale ragione ha di esistere ancora questa associazione? Era nata per tutelare e difendere il territorio, la sua storia, la sua ruralità, i suoi paesaggi, la sua cultura. Ma non si è andati oltre a qualche figurina con scritta "DeCo Terre Basse" da appiccicare su salumi e formaggi, uan giocata estiva tra paesi e un finanziamento per ritornare a piantare i gelsi....

Deus ex machina dell'associazione era stato l'ex ex sindaco di Dello Giacomo Quadrini, poi passato nella passata legislatura a consigliere provinciale (a proposito, che fine ha fatto?). I fini potevano del sodalizio saranno pur stati mirabili, e le potenzialità dirompenti, ma i conti vanno fatti nel concreto. E non mi pare che l'associazione abbia contribuito in questo lustro a qualcosa di concreto.

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L'Italia è un paese dove spesso la cattiva sanità è protagonista della cronaca di tutti giorni , quando succedono fatti o errori che costano caro alla cittadinanza sie dal punto vista sanitario che da quello burocratico i giornali e le televisioni naturalmente e correttamente ne danno notizia ma è giusto anche evidenziare che ci sono strutture e persone che non solo fanno bene il loro lavoro ma anzi fanno di piu mettendoci quel tocco di umanità e cordialità , disponibilità e pazienza che con i ritmi esasperati dei reparti ospedalieri sono spesso caratteristiche difficili da trovare.

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