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03 Settembre 2010
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Editoriali

Siamo alle comiche finali!
Ormai il Pudore (ed il suo comune senso) è irrimediabilmente perso.
Non passa giorno senza che le cronache ci inebrino dell’italico profumo gossipparlamentare, della boutade giornalistica, dell’alchimia consociativa similrivoluzionaria.
Il Processo Breve, che nella new idea dei Legali del Presidente (o Parlamentari dell’Imprenditore…fate un po’ voi!) diventa, udite udite…il Processo Lungo!
Sì, avete capito bene. E’ la nuova proposta che dilata i termini prescrizionali ad eccezione di…. Indovinate un po’.
Sì ! Ad eccezione di LUI!
Sì. Lui , l’Essere Perfetto, Incorruttibile ed Ineludibile.
E gli italiani … Ah, già, quelli!
Ma va bè, si prescriveranno i processi, oppure si prescriveranno le vittime ed i colpevoli, o meglio, non si giungerà mai al Processo, quello Vero.
I Mali della Giustizia sono tanti e tali che forse è difficile spiegarli ed anche comprenderli.
Ma quei Soloni, loro sì che li conoscono e sanno come fare per risolvere il tutto.
Sanno che l’unico rimedio all’inesorabile oblio giudiziario è l’oblio stesso.
Ed allora non serve riformare, perché la prima riforma sarebbe quella di decidere di riformare.
E quello no, costa troppo e nessun la vuole.
Siamo certi che il Processo Breve, ma nel senso di congruità temporale compatibile alle normali esigenze dell’intero sistema, quindi un Processo Rapido, possa realizzarsi prescindendo da una seria riforma giudiziaria che dia conto di implementazione di strutture informatiche, personale amministrativo e di magistratura preparato ed efficiente, norme congrue ai tempi che mutano?
Tutte idee assenti da quel piano che vuol essere, allo stato, semplicemente uno STOP inesorabile alla scadenza data, senza metter mano a quei bisogni primari che il Sistema Giustizia DEVE avere, se vuol condurre al risultato GIUSTO.
Amici, non sarebbe meglio allora riappropriarci dei concetti, delle idee e dei bisogni, discuterne insieme e giungere magari ad opinioni condivise?
Sono certo che questo accadrebbe, se solo rialzassimo la testa e ci guardassimo intorno.
Se solo ci riappropriassimo del sacro santo diritto di esprimere opinioni e condividere insieme le proposte, senza necessariamente chiedere la carta d’identità di un’appartenenza politica e porre veti pseudo ideologici per il sol fatto di confrontarsi seriamente.
Ma dobbiamo sbrigarci … il nulla sta per raggiungerci!
Giuseppe Giuffrida
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01 Settembre 2010
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LAVORO

In questi giorni il Governo ha avviato una campagna pubblicitaria sulla sicurezza sul lavoro: la fotografia di una famiglia felice, la figlia che bacia il padre seduto, il post-stick giallo con la scritta "Fa che questo momento non resti solo un ricordo" e alla fine la scritta: "Qualunque lavoro tu faccia, tornare a casa di chi ti ama è un diritto. E la cultura della sicurezza è la migliore prevenzione degli infortuni".
Bene, almeno fino a quando non capita di aprire i quotidiani come ogni mattina e scoprire che nei giorni scorsi, nel corso di un dibattito a una festa di partito (la Berghem Fest) il ministro dell'Economia Tremonti ha spiegato che «Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare» e che «robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci.
Sono l'Unione europea e l'Italia che si devono adeguare al mondo». Ricordando che la legge 626 è stata sostituita dal Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro 81/2008 e successive integrazioni, vale anche la pena rammentare che anche nel 2009 i morti sul lavoro in Italia sono stati più di mille (177 nella sola Lombardia).
Più che dichiarazioni contro le attuali normative, sarebbe quindi opportuno fare prevenzione non solo con le campagne pubblicitarie ma anche con più ispettori e controlli (cose che questo Governo ha invece diminuito) nei luoghi di lavoro e in particolare nei cantieri edili.
E prevedendo sanzioni anche di tipo penale per chi non rispetta la normativa vigente.
Sarebbe questa la strada migliore per garantire davvero il diritto a tornare a casa dopo una giornata di lavoro.
Segreteria Camera del Lavoro di Brescia - Dipartimento Salute Sicurezza Ambiente
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27 Agosto 2010
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LAVORO
L'attacco di Tremonti sulla legge 626 sulla sicurezza è solo l'ultimo episodio
Arbitrato. Il cosiddetto “collegato lavoro” prevede che al momento dell’assunzione i lavoratori si impegnino a ricorrere a un arbitro invece che al giudice in caso di controversie sul licenziamento. E questo comporta minori tutele, entrando in contrasto anche con la Costituzione, tanto che il Quirinale respinge la norma. Entro ottobre dovrebbe essere approvata di nuovo in una versione emendata e ammorbidita.
Dimissioni. Nel giugno 2008, appena insediato, il governo cancella la legge che aveva introdotto una serie di adempimenti burocratici necessari per evitare la brutta abitudine delle “dimissioni in bianco”. Cioè le lettere di dimissioni pre compilate che il datore di lavoro si fa consegnare dal dipendente per usarle, di fatto, come strumento per licenziare anche in assenza di giusta causa.
Ispettori. Nella prima versione della manovra finanziaria 2011-2012 si tagliano i rimborsi agli ispettori del lavoro che vanno in trasferta, che non potranno più usare la propria auto se non pagando di tasca propria. La norma viene ammorbidita quando il decreto della manovra viene convertito in legge.
Precari. Un decreto legge del giugno 2008 introduce nuove deroghe alla regola – già poco efficace – che prevede il limite massimo di 36 mesi per le proroghe dei contratti a termine. Si può derogare al limite anche a livello aziendale, cioè ognuno è libero di fare ciò che vuole.
Presenze. Sono stati cancellati libro paga e matricola e introdotto il libro unico del lavoro. Il nuovo libro unico aziendale, secondo i sindacati, comporta un indebolimento dell’attività ispettiva sia nel contrasto al lavoro nero, sia nella verifica della correttezza e regolarità dei rapporti di lavoro. Il libro può essere compilato entro la metà del mese successivo alla prestazione. Un vincolo che non impedisce la triste abitudine di far risultare assunti i lavoratori soltanto se subiscono incidenti o muoiono al lavoro.
Sanzioni. Nell’agosto 2009 viene abrogata una norma del Testo unico sulla sicurezza. Chi assume in modo irregolare più del 20 per cento del personale presente sul posto di lavoro o non rispetta la disciplina sui tempi di lavoro, sui riposi oppure quella sulla prevenzione degli infortuni, non rischia più la sospensione dell’attività imprenditoriale.
Staff leasing. La Finanziaria 2010 ha reintrodotto il contratto di Staff Leasing. Detto anche “somministrazione a tempo indeterminato” e il cui ambito applicativo è stato ampliato. Nello Staff Leasing il lavoratore rimane “a disposizione” del somministratore anche per i periodi in cui non svolge alcuna attività ricevendo in cambio una indennità di disponibilità.
Voce. Sempre nel collegato lavoro, viene introdotta una novità sui licenziamenti orali: spunta il limite di 60 giorni per impugnarli davanti al giudice. Il rischio è che così un’impresa licenzi il dipendente e, se questo protesta, trovi testimoni compiacenti pronti ad affermare che sono trascorsi almeno 61 giorni dal fatto. Così evita ogni conseguenza.
di Stefano Feltri e Elisabetta Reguitti









