SULLA DECISIONE si è sovrapposta la mediazione della Lega, che ha chiesto una «finestra» di tempo per eventuali osservazioni, mentre l'assessorato retto da Giuseppe Romele pareva intenzionato alla rapida approvazione di un nuovo Piano.
Insorge l'opposizione: «Perché mai - si chiede Diego Peli, capogruppo del Pd - buttare l'attuale Ptcp, ad oggi solo adottato ma non approvato, per approvarne uno nuovo? Temiamo che le reali intenzioni della Provincia siano di togliere un po' di aree agricole strategiche nei Comuni amici, a danno del territorio». Ma l'assessore all'Agricoltura Gianfranco Tomasoni, responsabile provinciale enti locali del Pdl, assicura che il nuovo strumento urbanistico «sarà rispettoso delle aree agricole» e che non verranno cancellate d'emblée le attuali coordinate.
«Concerteremo le azioni da intraprendere con la conferenza dei sindaci - spiega Tomasoni - che non è certo monocolore. Sarà poi la Provincia a decidere. Ma sia chiaro: il suo ruolo non è di fare il passacarte».
ITER INFINITO. Il Ptcp sembra davvero essersi trasformato in una estenuante tela di Penelope. In lavorazione da 8 anni (iniziato sotto l'allora assessore Mariastella Gelmini), adottato 3 anni fa sotto l'assessorato di Francesco Mazzoli (Udc) non è ancora diventato uno strumento ufficiale.
Intanto negli uffici dell'assessorato, oggi retto dall'onorevole del Pdl Giuseppe Romele, piovono osservazioni di modifica. Ad oggi sono circa 135.
La maggior parte riguarda richieste di stralcio di ambiti agricoli strategici, avanzate da una cinquantina di Comuni. Verranno accolte tutte? E con quale criterio?
«L'intenzione della Provincia è di salvaguardare il lavoro fatto finora, e conservare il più possibile le aree agricole - insiste Tomasoni –. Vero è che nella prima stesura del Ptcp, diversi Comuni che non avevano ancora iniziato i loro Piani di governo del territorio, hanno individuato come agricole strategiche le zone dove non c'era programmazione».
Anche l'architetto Alberto Mezzana (sindaco di Lograto) a capo della conferenza dei 12 sindaci che dovranno discutere le istanze dei Comuni con la Provincia, assicura che l'iter «avrà una dialettica positiva».
Ma il Pd è totalmente scettico. «Se c'era la voglia di salvaguardare il più possibile il territorio, ci chiediamo perché mettere sul tavolo un nuovo Ptcp. La Provincia ha parere vincolante sugli ambiti agricoli strategici, e deve dirci quali sono le coordinate di riferimento del piano. Noi li tempesteremo di osservazioni».