| 06 Febbraio 2010
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Voglio parlare di alimentazione. Che cavolo c'entra con la politica, con un'associazione culturale? Ebbene, siamo ciò che mangiamo (oltre a quello che pensiamo e respiriamo) e quindi credo opportuno riportare poche indicazioni (che poi approfondirò) che do volentieri ai miei alunni a scuola. Indicazioni che diventano importanti alla luce del fatto che secondo l'atlante di mortalità dell'Asl di Brescia, proprio il nostro distretto sanitario 8 ha un'incidenza di tumori superiore alla media nazionale e provinciale (un primato di cui possono fregiarsi anche diverse altre zone della provincia). I motivi? Non si può certo dire che la colpa è solo del vino che trangugiano i nostri bassaioli. Credo sia da ricercare anche in un domino delicato di concause: inquinamento, alimentazione, cattive abitudini alimentari. Sembrerà una sciocchezza: ma se uno ha lavorato (o vive) vicino ad una acciaieria che ha emissioni inquinanti, fuma, beve, ha una alimentazionepoco corretta, ha più probabilità di ammalarsi. Così vale anche per quelli che vivono lungo una tangenziale dove passano 20mila macchine al giorno (ne abbiamo, a voi l'elenco) e si beccano un bell'aerosol di benzene e polveri sottilili ogni giorno. Aggiungiamo il fatto che la nostra falda ha residui di pesticidi e nitrati (derivanti dalla fertirrigazione) indubbiamente a norma di legge, ma che contribuiscono al domino di cui parlavamo. L'aria che respiriamo è tra le peggiori del pianeta (in pianura non c'è vento che pulisce.....). Bel quadretto no?
Come se non bastasse, ogni giorno rischiamo di trangugiare cibi contenenti sostanze potenzialmente tossiche. Esempio da professore pedante: quando comprate cibi pronti, leggete negli ingredienti che non contengano conservanti che riportano sigle dalla E 210 alla E250: sono tutti molto tossici. Andate su siti specializzati in alimentazione se non ci credete. Vi faccio un piccolo ragionamento: se già viviamo in un posto inquinato, meglio non ingerire altri veleni. O no? Lo stesso vale per molti coloranti. Lo stesso vale per pesce proveniente dall'Oceano Indiano (lasciatelo dov'è!!! a partire dall'inquinatissimo pangasio). Lo stesso vale per quasi tutti gli insaccati contenti nitriti (E249, E250) che sono micidiali soprattutto per i bambini.
Anche perchè, diciamocelo, anche la scelta di un alimento può essere politica. Esempio: ai nostri allevatori pagano una miseria il latte (0.33 euro al litro) mentre al supermercato il latte lo paghiamo anche 1.62 euro al litro. Certi yogurt ben oltre i 10 euro al chilo! Negli ingredienti poi, si scopre che il mitico Danone che fa tanto bene alla salute è fatto anche con latte ricostituito (la maggior parte importato dall'estero). Completiamo il sillogismo aristotelico: se compro prodotti fatti con latte in polvere (di dubbia qualità e provenienza) avvantaggio la grande distribuzione che compra latte all'estero e affama i nostri allevatori. Non dico di farsi lo yogurt in casa (anche se non ci vuole molto tempo) ma almeno leggere se il prodotto acquistato è fatto con latte ricostituito.... e se troviamo vaschette di gelato a due euro il chilo, panna, mozzarelle e formaggi a pochi centesimi, con che cosa credete siano fatti? Meglio davvero andare ad un distributore di latte alla spina (non mancano da Orzinuovi, a Dello). Ve lo consiglio.
Mangiamo cibi locali, avantaggiamo la filiera corta. Certo. Viva il nostro orto, i polli e conigli del nonno. Ma attenzione. Assicuriamoci che non ci siano fonti di inquinamento sotto casa e nel raggio di poche centinania di metri. Purtroppo nella mia decennale esperienza di giornalista ho seguito casi di inquinamento che hanno contaminato cibi e alimenti.
esempio 1) Mi viene in mente il caso del latte al pcb conferito alla Centrale del latte di Brescia nel 2001 e nel 2007. Le percentuali erano a norma di legge (inferiori ai 6 picogrammi al litro di diossine e pcb) ma comunque preoccupanti. Il problema era semplice: le stalle dell'hinterland cittadino avevano (e hanno) terreni e quindi erba inquinata dalle emissioni di aziende, acciaierie e in piccola parte dall'inceneritore. La Centrale del Latte dice di avere cambiato stalle. Speriamo. Dice un'altra cosa importante: altri grandi marchi del latte (se lo raccolgono in zone inquinate) avranno di questi problemi. Ma nessuno lo sa perchè analisi magari non ne fanno. Aggiungiamo un altro particolare: dai campionamenti fatti dall'istituto zooprofilattico risultavano contaminate anche uova di galline e carne di vacca dell'istituto tecnico agrario Pastori (in zona Borgo Whurer). Del resto signori, le analisi in bianco fatte nel 1998 prima dell'ingresso in funzione dell'inceneritore di Brescia dimostrarono un inquinamento di fondo da pcb e diossine nei terreni di tutto l'hinterland: da Torbole Casaglia fino a Montirone.
esempio 2): ad Azzano Mella, lungo la sp IX Quinzanese, ci sono diverse serre di insalatine, la ditta è l'Euroverde. Possibile si possa coltivare insaltina con aerosol di benzene e altri inquinanti persistenti che escono dai tubi di scappamento delle nostre belle vetture lucide e grintose?
esempio 3) due anni fa scoppia il caso della Piombifera Bresciana di Maclodio: il Comune e la Procura scoprono inquinamento da piombo e pcb a macchia di Leopardo nei terreni circostanti. Ecco, proprio in quei terreni si coltivavano circa 100 piò di meloni. Per l'Asl non c'era problema: disse che erano ortaggi a scorza, a prova di contaminazione. Se la sono bevuta tutti. I terreni sono sempre quelli, i meloni li coltivano anche quest'anno.
esempio 4): l'acqua della falda di mezza Valtrompia è inquinata da cromo. Ricordiamo che per decenni centinaia di aziende hanno cromato posate, utensili, armi ecc. inquinando impunemente il terreno. Erano anni in cui si parlava solo di lavoro. E si sta tornando a quegli anni. L'inquinamento? Chi se ne frega, l'importante è avere un lavoro, guadagnare, per comprare macchina nuova e nuovo cellulare. Chi se ne frega se poi ci ammaliamo di cancro a 10 20, 30, 40, 50 anni?



















