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È emergenza per i crimini ambientali a Roccafranca, dopo l'ennesimo ritrovamento di materiali abbandonati nella campagna. Questa volta non più «solo» divani, frigoriferi o televisori abbandonati fuori dall'isola ecologica, non più gomme bruciate a quintali e scaricate in mezzo alla strada, o cumuli di immondizia lasciata nel parco dell'Oglio.

Ora l'incubo del territorio si chiama amianto. Un incubo di alcuni quintali, tanto è il materiale letteralmente scaraventato in un fosso in piena campagna a Ludriano. È accaduto poco fuori dal centro abitato lungo la via Cizzaga, dove il gesto di un irresponsabile si è trasformato in un doppio reato ambientale. Inquinamento di un'area agricola e dei corsi d'acqua.

Le lastre di coperture in fibrocemento sono state abbandonate proprio in un canale irriguo e in parte sulla riva del fosso. Il sospetto è che si tratti di qualche artigiano che, pur di evitare di spendere poche decine di euro per il conferimento autorizzato, ha pensato di cavarsela con questo gravissimo reato.
Il vicesindaco Marco

Franzelli ha detto «di essere al corrente della vicenda di cui è stato incaricato l'ufficio tecnico, al fine di provvedere alla bonifica e di coinvolgere le autorità sanitarie».

Ieri, intanto per il terzo giorno consecutivo, le coperture giacevano in mezzo all'acqua.

Resta il fatto che a Roccafranca questa pratica è diventato un vero e proprio allarme, che rischia di trasformare questo Comune in uno dei più infamati dall'inquinamento.

 


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