Per un nuovo impegno politico, dei cattolici, serve un’analisi della storia recente e crearne le condizioni, oggettivamente, favorevoli

Posted by: giorgio pollicino

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giorgio pollicino

Ho avuto modo di leggere, recentemente, gli auspici dei cardinali, Angelo Bagnasco, e poi Tarcisio Bertone, per una nuova stagione di impegno politico dei cattolici.

Il Quotidiano “Avvenire” ha accostato l’intervento del Segretario di Stato vaticano con una foto di repertorio relativa all’ultimo Meting, a Rimini, di Comunione e Liberazione; il Movimento ecclesiale che si è affermato, in Italia, attraverso la cultura della presenza, da sempre contrapposta alla cultura del confronto e del dialogo con tutte le componenti della società espressa attraverso il contributo propositivo dei Cattolici Democratici.

Quella significativa testimonianza, ideale e valoriale, che i Cattolici Democratici hanno saputo offrire all’intero Paese per alcuni decenni si è molto ridotta, soprattutto, con il venire meno delle contrapposizioni ideologiche, e le, conseguenti, varie forme di diaspora.

Va precisato che, negli ultimi vent’anni circa, nessuna autorità morale ha rivolto il proprio stimolo per un nuovo e più esteso impegno culturale e sociale, in grado di permeare dei valori democratici tutta la società italiana dopo la fine del blocco ideologico che ha condizionato la storia, dall’ultimo dopoguerra fino verso la fine degli anni “80.

Cosi, dopo aver constatato un preoccupante decadimento negli stili di vita in generale, accentuato in coloro che detengono un ruolo guida nelle Istituzioni pubbliche, i vertici della Chiesa tornano ad invocare una nuova stagione di impegno per i cattolici, senza, peraltro, esplicitane gli obbiettivi principali.

Credo che prima di tutto i nostri Alti Prelati dovrebbero preoccuparsi, maggiormente, per il continuo sradicamento del Sistema Democratico, e la generale indifferenza, anche dei cattolici, nei confronti dei principi e dei valori indicati dalla nostra Costituzione, e ricordarsi che alla sua stesura hanno contribuito, a suo tempo, le migliori personalità del Movimento cattolico, già impegnate nell’Azione Cattolica e nella Fuci.

In secondo luogo, i Vertici del Vaticano dovrebbero abbandonare la prassi, consolidata negli ultimi tempi, di voler trattare con il “Sovrano” di turno le proprie richieste, più o meno legittime.

Solo il consolidamento di un Sistema democratico maturo, rispettoso delle prerogative di ciascuna componente sociale, potrà favorire una ripresa coraggiosa di impegno e di testimonianza di quanti considerano, tutt’ora, un dovere civico ricercare il bene comune attraverso le Istituzioni, che sono parte integrante dello Stato democratico.

Ho voluto offrire queste mie riflessioni convinto che il decadimento morale, che avvertiamo ogni giorno, non può lasciarci indifferenti, meno ancora coloro che hanno impegnato la propria esistenza per costruire una società migliore.

Con tanta cordialità.
Giuseppe Delfrate