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La luce per Eluana Englaro si è spenta alle 20.10 del 9 febbraio scorso. O forse molti anni prima, quando un incidente con la macchina ridusse la giovane piena di vita ad un vegetale, che respirava da solo ma veniva nutrito con una cannetta. O forse non si è spenta, anzi si è accesa proprio mentre ne veniva accertata la morte. Credenti e non credenti si sono divisi come non accadeva da anni sulla sorte della ragazza di Lecco, sulla battaglia ingaggiata da molti anni dal papà Beppino perché fosse tolto il sondino che teneva in vita la figlia.

Ho conosciuto Beppino Englaro nel 2001, nella sua casa di Lecco, piena di foto di Eluana, bella, giovane, sorridente. La giovane, già da anni, stava invecchiando nel letto di una casa gestita da Suore che l'hanno accudita e, sembra, molto amata. La mamma di Eluana era presente, in silenzio, come è rimasta in tutti questi anni. Beppino spiegava con fermezza la sua posizione: Eluana deve poter morire, lei avrebbe voluto così. Mai una vita da vegetale, avrebbe confidato a genitori e amici quando ancora la vita le sorrideva.

Ricordo, più che le parole, il viso teso di Beppino. La sofferenza, non disgiunta da una certa dose di rabbia, per gli ostacoli fino ad allora incontrati per far morire la sua Eluana (lui diceva "per liberarla"). I suoi occhi erano gonfi di lacrime, ma quel pomeriggio di sole invernale non ne scese una sola. "Io non ho ancora potuto piangere la mia Eluana", mi disse congedandomi con gentilezza, come ha fatto con tutti in questi lunghi anni.


Il governo Berlusconi con il decreto "Salva Eluana" del 6 Febbraio ha legiferato in fretta e furia, cercando di propugnarci con i suoi media una linea morale di stato; certamente non di uno stato laico.

La conflittualità che percorre oggi, e da tempo, gran parte della popolazione si è spostata dal piano della questione etica (che resta sempre nel casetto), a quello meramente politico, o meglio opportunistico, in vista dei voti da raccattare per le imminenti consultazioni elettorali.

La puzza di sacrestie umide e buie, ove da sempre in Italia, si decide la direzione della propaganda politica della santa romana chiesa, serbatoio di voti sempre molto ambito, è divenuto irrespirabile.


Obama non ha processi in corso

Posted by: mario armanini

Tagged in: giustizia , America

mario armanini

Il nostro  capo  del  governo  non  ha  perso  tempo , ha  fatto  sapere  al nuovo Presidente  degli  Stati  Uniti ,  che  è  pronto  a  dargli  consigli.

Qualcuno si affretti a spiegargli, che Obama non ha processi in corso.


giornale infame

Posted by: mario armanini

Tagged in: giustizia

mario armanini

Ho letto che  IL GIORNALE ,  quotidiano di proprità della famiglia  Berluconi è stato condannato  a pagare 25'mila euro  a Cassano giocatore della SAMP per un titolo pubblicato.

Anche il mio nome  fu pubblicato in maniera infame  sostenendo che sarei stato titolare di 2 pensioni   INPS.

Purtroppo a causa della mia malattia non riuscii a intentare la causa. 


Il Time Out di Berlusconi

Posted by: teneraerbetta

Tagged in: giustizia

teneraerbetta

Il CSM ha dato un parere di massima, facendo notare al governo, e a noi cittadini, che il progetto di sospendere per un tot di tempo i processi e' un po' incostituzionale. Certo dar ragione alla magistratura in questo contenzioso con il premier Berlusconi e' molto semplice, come e' semplice per altro, dimenticarsi di questi piccoli dettagli se si appoggia ad occhi chiusi e con fiducia mediatica il progetto di questo governo.

Cosi ci dobbiamo sorbire Fede e le lunghissime aperture del suo TG elencanti benemerite iniziative del governo che finalmente daranno una svolta ( verso la repubblica delle banane? ) al nostro disastrato paese.

Proprio ieri, con disappunto credo, per chi ha potuto ascoltare o leggere la notizia ( chissa' dove ), sono stati assolti i benemeriti ladri della malpensa, che ricordiamolo, sono stati colti in fragrante. Pure il diritto romano garantisce la certezza di una pena per chi e' colto in fragrante. In Italia, no.