Posted by: teneraerbetta
on Apr 03, 2009
Una volta si diceva "siam tutti sulla stessa barca", "siam tutti cittadini del mondo" e "rosso di sera bel tempo si spera".
Ora penso che non sarei felice di essere su quei barconi che colano a picco tra Libia e Sicilia, e che essere cittadini del mondo spesso per alcuni significhi esserne i padroni.
Il disagio sociale, la microcriminalità, la criminalità, la violenza ecc... hanno trovato fattori moltiplicanti in questo flusso migratorio incontrollato, ed ognuno ha la sua idea, a volte condita da esperienze e disagi personali.
Posted by: giorgio pollicino
on Mar 17, 2009
E di questi giorni una discussione qui nella nostra terra , fra chi sfrutta le paure ( a volte giustifcate ) della gente di qualsiasi cosa o persona sia diversa e chi invece mette in primis l'integrazione e l'accoglienza come forma unica per una civile convivenza .
Mi sembra veramente assurdo il comportamento di persone apparentemente al di fuori della politica che spargono benzina sul fuoco accendendo un sentimento assai odioso come il razzismo o l'odio verso chiunque sia diverso da noi
Capirei se in campagna elettorale i politici di destra come hanno fatto a livello nazionale aizassero le masse contro l'immigrazione ma se anche giornali locali o esponenti della società bresciana fanno questo gioco , permettetemi cosi non va
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on Dic 22, 2008
Quanto tempo è passato da quando lo straniero, nelle nostre contrade, era il marocchino che vendeva tappeti, oppure il giocatore sbarcato in Italia con l'apertura delle frontiere calcistiche? Quando l'immigrato era qui in prestito, eco di terre lontane che avrebbe raggiunto finita la stagione del lavoro. Quando cioè l'immigrazione non era una componente strutturale della nostra società. E' passato molto tempo, oppure poco? Difficile dirlo. Decenni, sicuramente, ma il tempo politico, sociale e culturale a volte è sfasato rispetto a quello che si misura con il calendario. Si muove più lentamente.
Così, oggi che nel bresciano gli stranieri sono circa 160mila, fatichiamo a definire un criterio comune di convivenza con gli immigrati, con i singoli che vivono accanto a noi, e con le comunità che crescono e si strutturano nelle zone di maggior concentrazione. Emergono orientamenti diversi distribuiti sul continuum che va dall'accettazione incondizionata all'ostilità pregiudiziale, con uno sbilanciamento crescente verso quest'ultima.
Per capire le ragioni della situazione attuale facciamo un passo indietro. Negli ultimi decenni abbiamo visto arrivare a ondate gli stranieri per lavorare nelle fabbriche e nelle aziende, dagli indiani nelle cascine ai rumeni nell'edilizia, dagli africani nelle fonderie ai cinesi nel tessile. Abbiamo visto i profughi, o comunque le persone in fuga da guerre e fame: dalle ex repubbliche sovietiche all'Albania, dai Balcani al Corno d'Africa. Abbiamo conosciuto i delinquenti: dai ladri di polli ai rapinatori sanguinari, dai piccoli truffatori ai grandi sfruttatori della criminalità organizzata. Abbiamo conosciuto le varie facce dell'immigrazione e a ciascuna abbiamo riservato un trattamento diverso, ma sempre nel solco dell'accoglienza e dell'integrazione. Lo dimostra il fatto che gli immigrati e i loro figli vivono con noi e i nostri figli. Oggi, invece, la capacità di distinguere sembra scomparsa. Il mondo dell'immigrazione è un indistinto calderone nel quale bolle il brodo della diffidenza.
Posted by: mario armanini
on Dic 17, 2008
Si pù capire la contrapposizione politica , ma l'utima sparata a proposito di economia industriale ,da parte dei difensori della razza è proprio il colmo.
Sostengono ,che non bisogna aiutare eventuali imprese di lavoratori non Italiani per tutelare solo quelle Italiane, e magari fuori mercato.
Posted by: mario armanini
on Nov 05, 2008
No caro Mario Balotelli non sono daccordo.
Hai 18 anni e stai sfondando nel mondo del calcio , e stai diventando famoso vedi di riuscire a stare con i piedi per terra.
Raggiunta la maggiore età, hai avoto la cittadinanza Italiana permettimi di non condividerti, ( se è vero che l'hai detto) quanto riferito dalla stampa, che tu non vorrai mai incontrare , le due persone che ti hanno concepito.
Posted by: mario armanini
on Nov 04, 2008
2008
Oltre 800 mila lavoratori stranieri sono iscritti ai sindacati. Lo afferma il dossier annuale della Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes, che sottolinea come l'alto tasso di sindacalizzazione sia indicatore della forte presenza nel mondo del lavoro degli stranieri. Le tessere di stranieri ai sindacati sono pari al 5% del totale degli iscritti e ben del 21% sugli iscritti attivi. Il dossier sottolinea poi che almeno mezzo milione di stranieri sono già insediati in Italia ed inseriti nel mercato del lavoro nero, seppure sprovvisti di permesso di soggiorno. In tre anni (2005-2007) sono state presentate circa un milione e mezzo di domande di assunzione di lavoratori stranieri. Con un'incidenza rispetto alla popolazione straniera già residente che va dal 10% al 25% nel 2007 (ed è del 33% rispetto ai lavoratori stranieri già occupati). Complessivamente, gli immigrati regolari in Italia al 31 dicembre 2007 sfiorano i 4 milioni. Sono il 6,7% della popolazione italiana. Si tratta di una media leggermente superiore a quella rilevata nell'Ue nel 2006 pari al 6%. Nell'ultimo anno la popolazione straniera è aumentata di circa mezzo milione. Il 62,5% si trova al Nord, il 25% al Centro, e circa il 10% nel Mezzogiorno. La comunità straniera più grande, raddoppiata in due anni, è quella romena con un milione di presenze stimate.