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Morte giustificata - racconto

Posted by: Marco Di Giaimo

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Marco Di Giaimo

Di Giuseppe Bono

Editing di Marco Di Giaimo

Il re di Cafonia era in fin di vita.
I suoni delle trombe funebri e i rulli dei tamburi divini riempivano violenti il silenzio della notte calda e umida. I lugubri suoni giungevano attutiti nella stanza drappeggiata da sete e velluti di re Burundus.
Con il diadema reale in testa, lottava contro la morte.
La sua pelle candida era gocciolante di sudore freddo, mentre le mani artritiche e tremanti stringevano una coperta in vello di pecora d'angora. Aveva trenta primavere, ma sembrava averne vissute almeno il doppio. Stava morendo.


Lauto pranzo - racconto

Posted by: Marco Di Giaimo

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Marco Di Giaimo
 

di Giuseppe Bono

Editing di Marco Di Giaimo

 

Appena il cancello venne chiuso alle sue spalle, l'animale cominciò a dimenarsi goffamente, assaporando con la lingua l'aria che lo circondava e la sensazione di libertà. Infine, si calmò e divenne immobile, con la lunga testa eretta, controllando analiticamente il nuovo habitat, gli affilatissimi artigli pronti a colpire.


Sentinella - racconto

Posted by: Marco Di Giaimo

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Marco Di Giaimo
 

Erano arrivati da lontano, da una calda foresta dei territori del sud, ed ora tentavano di conquistarsi un lembo di territorio in questa landa prospera e ricca di vita animale.

Qut venne assegnato come sentinella nella parte più bassa di un monte rossiccio e squadrato dalle falde in leggera pendenza, mentre Roq si pose nel punto più alto.

In questo modo potevano tenere d'occhio i dintorni e dare l'allarme, sia in caso di attacco dal cielo, sia nel caso i predatori arrivassero dal terreno sottostante.


Specie dominante - racconto

Posted by: Marco Di Giaimo

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Marco Di Giaimo

Specie dominante

di Marco Di Giaimo

Era da giorni che non ne poteva più degli scarafaggi. Avevano invaso la sua casa, violato la sua intimità, oltraggiati i luoghi che dovevano essere tra i più igienici. Tutte le sere che Marco entrava nella doccia ne vedeva uno fuoriuscire dallo scarico, di solito dopo che si era insaponato per bene, e doveva schizzarne fuori, inorridito da quel mostriciattolo che gli strisciava tra i piedi nudi.