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on Ott 08, 2009
Non riesco a commentare l'articolo
"A volte capita che è uno di noi : non gridiamolo troppo"
mi fa continuamente inserire i caratteri per controllare che io sia umano.
Posted by: teneraerbetta
on Feb 01, 2009
Il "Primo libro di Samuele" (XVII) narra il famoso episodio di Davide e Golia: della sconfitta, cioe', di un vile gigante filisteo dotato di armamenti pesanti da parte di un coraggioso giovane israelita munito soltanto di una fionda. Per uno degli amari contrappassi della storia, l' episodio e' divenuto oggi una metafora della battaglia tra la potenza dell' esercito israeliano e l' impotenza della resistenza palestinese: pur senza il lieto fine, almeno per ora, della vittoria delle "Vittime delle vittime", secondo la felice espressione di Edward Said.
Il conflitto mediorientale e' infatti ormai un vero nodo gordiano, che non si puo' scioglire se non tagliandolo alla maniera di Alessandro Magno. Stabilendo, cioe', che i razzisti deliri di potenza sintetizzati nelle espressioni "terra promessa" e "popolo eletto" non hanno diritto di cittadinanza nelle dispute fra popoli. Che l' incivile "legge del taglione" non puo' essere invocata per infliggere a innocenti musulmani in Palestina le stesse sofferenze gia' inflitte a innocenti ebrei in Europa da colpevoli cristiani ( cattolici, ortodossi, o nazisti ). E che la strumentale identificazione dell' antisionismo politico con l' antisemitismo razziale e' insostenibile, come provano ad esempio i saggi antisraeliani dell' ebreo Noam Chomsky contenuti in"Terrore Infinito" (Dedalo, 2002).
Naturalmente, nessuno nega che la Palestina sia stata occupata e colonizzata degli ebrei in un passato remoto, cosi' come d' altronde lo e' stata in precedenza dagli amoriti, dagli egizi, dagli assiri e dai persiani, e in seguito dai seleucidi, dai romani, dai bizantini, dagli arabi, dagli ottomani e dagli inglesi. E sono stati proprio questi ultimi a innescare la crisi mediorientale con l' infausta dichiarazione di Balfur del 1917, che promise incautamente la creazione di uno stao di Israele e stimolo' un' emigrazione che trasferi' in Palestina, dove gli ebrei costituivano il 7% della popolazione, un milione di ebrei europei, mediorientali e nordafricani.
Posted by: giorgio pollicino
on Gen 30, 2009
A lampedusa il nostro governo vuole ampliare i lagher dei cpt , a Roma bruciano un uomo straniero dopo averlo massacrato di botte , a Desenzano uccidono uno straniero e lo buttano a mare come un sacco della spazzatura , a Pompiano c'è il sovrapprezzo per la consumazione al bar degli stranieri . E' anche vero che qualcuno mi verrà a dire dei delitti compiuti dai romeni /albanesi o dei furti degli zingari che non si possono certamente negare sono avvenimenti di ogni giorno.
Ma se i secondi sono reati che devono essere puniti con la massima fermezza ( reati commessi da italiani e stranieri ) negli altri casi mi sento di dire che stiamo sprofondando in una situazione di intolleranza razzista vergognosa
Auswiz , i giorni della memoria , si commemorano questi avvenimenti del passato che hanno segnato la storia con le loro nefandezze senza capire che oggi succedono cose assurde e vergognose
Posted by: mario armanini
on Gen 25, 2009
Siamo proprio messi male,
Entro nel bar che frequento abitualmente e noto un foglietto appiccicato alla cassa che spiega che il servizio ai tavolini è maggiorato di un euro.
Incuriosito mi rivolgo alla barista di turno dietro al banco chiedendo: "se io mi sedessi al tavolino per consumare una bibita devo pagare la consumazione un euro di più?"
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on Dic 22, 2008
Quanto tempo è passato da quando lo straniero, nelle nostre contrade, era il marocchino che vendeva tappeti, oppure il giocatore sbarcato in Italia con l'apertura delle frontiere calcistiche? Quando l'immigrato era qui in prestito, eco di terre lontane che avrebbe raggiunto finita la stagione del lavoro. Quando cioè l'immigrazione non era una componente strutturale della nostra società. E' passato molto tempo, oppure poco? Difficile dirlo. Decenni, sicuramente, ma il tempo politico, sociale e culturale a volte è sfasato rispetto a quello che si misura con il calendario. Si muove più lentamente.
Così, oggi che nel bresciano gli stranieri sono circa 160mila, fatichiamo a definire un criterio comune di convivenza con gli immigrati, con i singoli che vivono accanto a noi, e con le comunità che crescono e si strutturano nelle zone di maggior concentrazione. Emergono orientamenti diversi distribuiti sul continuum che va dall'accettazione incondizionata all'ostilità pregiudiziale, con uno sbilanciamento crescente verso quest'ultima.
Per capire le ragioni della situazione attuale facciamo un passo indietro. Negli ultimi decenni abbiamo visto arrivare a ondate gli stranieri per lavorare nelle fabbriche e nelle aziende, dagli indiani nelle cascine ai rumeni nell'edilizia, dagli africani nelle fonderie ai cinesi nel tessile. Abbiamo visto i profughi, o comunque le persone in fuga da guerre e fame: dalle ex repubbliche sovietiche all'Albania, dai Balcani al Corno d'Africa. Abbiamo conosciuto i delinquenti: dai ladri di polli ai rapinatori sanguinari, dai piccoli truffatori ai grandi sfruttatori della criminalità organizzata. Abbiamo conosciuto le varie facce dell'immigrazione e a ciascuna abbiamo riservato un trattamento diverso, ma sempre nel solco dell'accoglienza e dell'integrazione. Lo dimostra il fatto che gli immigrati e i loro figli vivono con noi e i nostri figli. Oggi, invece, la capacità di distinguere sembra scomparsa. Il mondo dell'immigrazione è un indistinto calderone nel quale bolle il brodo della diffidenza.
Posted by: mario armanini
on Ott 04, 2008
Grande idea.
Nemmeno Giulio Tremonti e la sua fantasia in campo economico, ci era arrivato.
Con i punti si può avere tutto.
Al distributore con tot punti puoi scieglere un bel regalo
Al suprrmecato idem, con tot punti puoi avere dei bellissimi piatti.
Chi sarà la scienza che ha pensato, che se un clandestino si comporta bene tot mesi , avrà il permesso di soggiorno per tot mesi , e continuando a comportarsi come si deve può allungare il suo soggiorno tra di noi?