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Rogo catartico e partecipato quello di ieri sera lungo la strada Quinzanese, un chilometro a sud di Azzano Mella, all'altezza dello svincolo per Mairano. Un vero successo per l'iniziativa "Bruciamo il polo di Azzano", organizzata da Legambiente e comitato contro il polo logistico: trecento persone, trattori degli agricoltori, buona musica, vino e salame per dire no ad una delle speculazioni peggiori degli ultimi anni: 174 piò di fertile terra cancellata dal cemento per fare un polo logistico per lo stoccaggio merci lontano da ferrovia e caselli autostradali.

Un'operazione resa possibile dalla miopia di un'amministrazione comunale (quella di Azzano) e dal desiderio di money degli Stabiumi (proprietari dei terreni). Gabriele Pellegrini e Alberto Petrogalli di Legambiente hanno infatti ricordato il delirio del consumo di suolo nella nostra regione:  spariscono 30 piò la settimana.

Sull'operazione ci sono però notizie positive sembra che Esselunga abbia aperto gli occhi sulle difficoltà a realizzare qui il progetto e stia dirottando il tutto su un altra zona: proseguono infatti gli accordi tra Provincia, Regione e Esselunga (i proponenti) per spostare il tutto a Leno, dove Bregoli non realizzerà il centro commerciale in località cascina Aquila.

Ma il succo della questione è uno: a Leno i terreni verranno dati ad un prezzo conveniente come ad Azzano ? (dove sono di proprietà Stabiumi, quello del caseificio fallito). Questo il punto caldo della questione.

Paesi: azzano mella


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