Stampa

Bassa avvelenata dalla trielina.

Scritto da Pietro Gorlani on . Posted in basse frequenze - ambiente

Un disastro ecologico inimmaginabile quello scoperto a Dello. L'acqua di prima falda (20 metri) è avvelenata dalla trielina. Un inquinamento pazzesco: le analisi dell’Arpa del 29 marzo hanno riscontrato valori superiori di 10mila volte il limite di legge.

L’avvelenamento è stato riscontrato in due pozzi privati (uno di un’azienda agricola l’altro della industria Schuz) in località Ponte Rosso. A inquinare molto probabilmente una lavanderia industriale presente in zona, che utilizza appunto trielina per lavare panni industriali.

Sapete chi ha scoperto l'inquinamento? L'azienda privata Schuz che lavora nella zona inquinata, controllando la qualità dell'acqua del suo pozzo. La legge dice che i pozzi privati devono essere controllati dai privati. L'inquinamento non è stato scoperto dall'Arpa. Meno male che l'azienda tedesca visti i risultati ha comunicato i dati al comune.

Comune che ha deciso di agire immediatamente (credetemi, non è così scontato nella nostra provincia). Speriamo che si riesca ad evitare l'inquinamento della falda profonda. Asl e Arpa fanno i pompieri, dicendo che non ci sono rischi per la popolazione e che si può bonificare. Ma come bonificare 600mila metri cubi di acqua contenuti nel laghetto artificiale adiacente il nuovo centro sportivo (sulla strada per la frazione di Quinzanello) che ha valori di tetracloroetilene 45 volte superiori i limiti di legge (che è di 1,5 microgrammi/litro)?.

Come bonificare milioni di litri di acqua contenuti in una zona ricchissima d'acqua di falda superficiale? Quali sono i danni dell'inquinamento indiretto che forse ha già toccato campi di erba, mais della zona, che diventa cibo per bestie che poi noi ci pappiamo? E quanto realmente pagherà in termini di giustizia la ditta che si è macchiata di questo orribile delitto che può avere comunque ripercussioni sulla salute di decine di persone?

In Germania gli inquinatori si beccherebbero 10 anni o forse più. Qui rischiano la prescrizione o al massimo multine da poche migliaia di euro, mentre hanno risparmiato centinaia di migliaia di euro evitando di smaltire lecitamente quintali di solventi. Ecco perchè, ancora una volta, mi tocca fare conclusioni molto amare: i sindaci del territorio (in questo caso Quadrini che era sindaco di Dello 10 anni fa, quando è nato quel polo industriale) devono pensarci mille volte prima di far arrivare sui loro terreni agricoli industrie che trattano sostanze pericolose. Inutile poi parlare di Terre Basse e valorizzazione del territorio se facciamo arrivare bombe ecologiche di tal portata.

Che serva di lezione per il futuro. Speriamo.