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  E' stato rinviato al 16 marzo l'incontro con lo scrittore Stefano Benni per presentare il suo ultimo libro, "Pane e tempesta". A causa del maltempo che ieri imperversava sull'Italia centrale, Benni intorno alle 4 del pomeriggio ha comunicato agli organizzatori della fondazione Castello di Padernello di essere impossibilitato a recarsi nel Bresciano. E ieri sera c'erano tantissimi lettori e fans venuti anche da molto lontano: dalle valli bresciane ma anche da Verona o Cremona. Gli organizzatori hanno ripiegato su una serata di letture espressive interpretate da un attore locale.

Quindi l'appuntamento irrinunciabile è rinviato di un mese. Benni è il migliore scrittore di genere umoristico esistente. Fa ridere e pensare grandi e piccini. L'ho provato direttamente sui miei alunni di scuola media. Sulle antologie, al capitolo romanzi umoristici, ridono solo con le pagine tratte da qualche romanzo di Benni (da il Bar sotto il mare a Baol, da Comici, spaventati, guerrieri a Margherita Dolcevita, da La Compagnia dei Celestini a Elianto). 62 anni, bolognese, Benni nel suo ultimo libro mette nella sua faretra stilistica le solite frecce dell'ironia, dell'iperbole, dell'antifrasi... prende spunto dal verosimile e crea personaggi caricature del vero (nemmeno troppo) che riescono però ad emozionare. Che siano vecchi scoreggioni o candidi giovani su cui non ci resta che sperare. Per un futuro migliore. Pane e tempesta racconta anche di un paesino con un bosco che rischiano di scomparire per l'arrivo di un centro commerciale. Benni, come suo solito, mischia alla comicità, elementi di critica sociale. Cosa curiosa: l'intreccio potrebbe essere ambientato in un paese della Bassa Azzano, Leno, Verolanuova, Orzinuovi, Chiari, Ghedi...)  così come in uno dei tanti comuni italiani che sacrificano territorio in nome del dio commercio, dei soldoni in opere di monetizzazione. Evviva chi riesce a farci sorridere (è più difficile far sorridere che far piangere...) sulla drammatica china autodistruttiva, egoista, menefreghista e meschina che ha imboccato la nostra società. Evviva Benni!!!! Stasera sarò a salutarlo.

Pietro

 

                                                            Non c'era scampo per il prigioniero.

 L'unica possibilità era gettarsi nell'Ebro. Un salto di 30 metri per sfuggire al plotone di esecuzione formato dai legionari fascisti italiani, già pronto per la mattanza. Giovanni Cotti tentò la sorte e si buttò nel fiume. Si salvò. Era la primavera del 1938. Ritrovati compagni, in settembre partecipò alla lunga battaglia dell'Ebro, l'ultima a cui presero parte le Brigate Internazionali.

Nato ad Orzinuovi nel 1897, calzolaio, comunista, emigrato in Svizzera nel 1922, Cotti fu uno dei sessanta bresciani che combatterono nella guerra civile in Spagna dalla parte della repubblica. Erano socialisti di varie tendenze, comunisti, anarchici, repubblicani; contadini, operai, minatori, artigiani.

La loro vicenda politica ed umana, le ragioni che li spinsero alla lotta è stata ricostruita in un libro di Roberto Cucchini: «I soldati della buona ventura. Militanti antifascisti bresciani nella guerra civile spagnola» (Gam editore, 742 pagine, 20 euro), sostenuto dallo Spi Cgil e dalla Camera del Lavoro.

«Un libro senza eroi - spiega Cucchini nell'introduzione -, ma non privo di atti eroici». Già, come scrisse il desenzanese Felice Vischioni, socialista, uno dei primi ad accorrere in Spagna nel luglio 1936, «il soldato della buona ventura non è di quelli che godono sparando: è un uomo che fa la guerra solo perché non può permettere che i suoi ideali vengano calpestati».

Il libro verrà presentato venerdì 12 febbraio alle ore 17 nel salone Buozzi della Camera del Lavoro in via Folonari 20 a Brescia. Oltre a Roberto Cucchini, interverrà anche lo storico Gianfranco Porta.

tratto da cgil.it

 

 Non ha avuto fiducia nel pacco numero 20 che gli è stato assegnato all'inizio e così il bresciano Mario Armanini ha dovuto accontentarsi (se così si può dire) dei 34 mila euro che gli sono stati offerti in cambio. Nel suo pacco, però, c'erano ben 250 mila euro.
Il pompianese Armanini, già sindacalista della Cisl (segretario della federazione alimentaristi) e attuale coordinatore del Pd in paese, è tornato a casa dopo una breve permanenza tra i concorrenti di «Affari tuoi», la trasmissione di Raiuno condotta da Max Giusti, con in tasca 34 mila euro. Rimanevano in gioco quattro pacchi: uno da 100 euro, un secondo da 250 , un terzo da 25 mila e il suo, il numero 20, conteneva 250 mila euro.
Armanini, cattolico, aveva legato il suo pacco alla data del 20 settembre , quella in cui Padre Pio prese le stigmate. E, secondo il suo racconto , sarebbe stato Padre Pio il 23 settembre del 2000, dopo che una crisi cardiaca il 20 agosto lo aveva messo fuori gioco, a dargli la forza di ripartire.
Una vicenda che ha segnato il combattivo cinquantanovenne bresciano, che giusto lo scorso anno ha deciso di raccontarla nel libro «Cuore con fermata. Dall'anossia alla felicità... quasi un'autobiografia» (euro 12, La Compagnia della Stampa Massetti Rodella editori), una testimonianza che si legge d'un fiato, scritto con uno stile immediato e mai banale.
Scoperta la cifra contenuta nel pacco Mario Armanini ha cominciato a urlare: «Ci credevo, ci credevo, dovevo crederci», cercando conforto tra i familiari che lo hanno accompagnato in trasmissione

Sabato e domenica la quinta rassegna enogastronomica del Parco Oglio Nord. Tra i prodotti anche vini di Franciacorta, torroni e specialità della Valcamonica

 "I saperi e i sapori del fiume", il 28 e il 29 novembre al Castello di Padernello, per la quinta Rassegna enogastronomica del Parco Oglio Nord, organizzata dall'omonimo Consorzio. L'obiettivo è dare lustro alle tipicità della valle dell'Oglio, ma anche a vini della Franciacorta e a specialità della Valcamonica, a yogurt, gelati, latte fresco, salami e salamelle, cotechini e coppe, torroni e mostarde, panettoni e prodotti da forno.

 Non solo. Saranno messi in vetrina pure i Musei del Parco unitamente a esposizioni di libri illustrativi delle tradizioni e della cultura locali e a mostre di manufatti d'artigianato. La manifestazione è itinerante e migra ogni anno in una diversa delle province coinvolte, dall'esordio a Bordolano (Cr), alla "nostra" Villachiara, a Torre Pallavicina (Bg), fino a Soncino (Cr) e di nuovo nel Bresciano.Sabato 28 la rassegna aprirà alle 10; alle 10.15 è in programma il convegno "Il quarantino, un'opportunità" seguito alle 11.30 dall'inaugurazione ufficiale. Alle 15 partiranno i laboratori didattici per i bambini, mentre alle 17 via con presentazioni e degustazioni fino alla chiusura, alle 19.Domenica l'apertura è ancora alle 10, ma presentazioni e degustazioni inizieranno alle 13 per poi riprendere alle 17 dopo i laboratori didattici delle 14. Chiusura alle 19.Durante entrambe le giornate gli espositori offriranno degustazioni di formaggi, vini, salumi e prodotti da forno della tradizione bresciana, cremonese e bergamasca, golosità acquistabili per le intere giornate direttamente dai produttori.