Ma a cosa serve un'ente come la Provincia se non a difendere le ragioni e le istanze degli enti locali? Questa la domanda che viene da porsi seguendo la storia del polo logistico di Azzano Mella.

Ripeto: 560mila metri quadrati di territorio agricolo verranno cancellati per sempre. I comuni limitrofi (Dello, Capriano, Mairano, Lograto) non lo vogliono e fanno bene. Arriveranno oltre 3mila veicoli al giorno, su una strada congestionata come è la Quinzanese. Ebbene, quel singolo e piccolo Comune di Azzano, ingolosito da 5 milioni di oneri (un terzo di quelli che prenderà Leno per un polo più piccolo) con uno strumento diabolico come il Suap (sportello unico attività produttive) ha approvato l'opera.

Nessuno lo ha potuto contrastare. La Provincia aveva voce in capitolo per stoppare il tutto. Ci ha provato la Lega Nord, il presidente Daniele Molgora (incalzato dal sindaco di Dello...) chiedendo lumi (il 12 dicembre) all'assessorato al Territorio retto da Giuseppe Romele (Forza Italia). Ebbene, due giorni dopo l'intervento di Molgora tale assessorato rilascia l'ok al progetto! Parere di conformità al Piano territoriale di coordinamento provinciale.

La Lega non ci sta, il Pdl in consiglio provinciale fa scoppiare la crisi. Il polo lo vuole a tutti i costi (cosa avranno in cambio?). La Lega tira le pive nel sacco. Il Pd anzichè appoggiare la Lega e cercare di aprire la frattura nella maggioranza si mette a criticare la Lega... l'Udc critica il progetto(bravo Gianmarco Quadrini ad allinearsi in tempi record agli umori della popolazione, come fece ai tempi della centrale termoelettrica di Mairano) ma fino a pochi mesi fa era tacitamente consenziente (lo era almeno Giacomo Quadrini, consigliere provinciale Udc, fratello di Gianmarco).

Mi risulta anche che il figlio dell'assessore regionale Mario Scotti (Udc) lavori per conto della Safer (la srl che vuole costruire il polo). il PTCP. Come è possibile che quella mostruosità di polo, senza avere vicino una ferrovia, senza autostrade, in piena zona agricola, sia conforme al Ptcp? Se lo è, vuol dire allora che è proprio un Ptcp a dir poco schifoso. Costato un mare di soldi ma totalmente inutile (anche per le urbanizzazioni ormai decidono tutto i comuni). Dov'è finita la concertazione? Via, spazzato tutto via. Siamo nel 2010, non siamo in certe province mafiose del sud Italia, eppure.... Chi la vince è chi ha tanti soldoni.

Per realizzare il polo ma anche per ungere bene gli ingranaggi della politica (non dubitate che arriveranno bei contribuiti elettorali per le vicine elezioni ai partiti consenzienti.....). Servono oltre 180 milioni per fare il polo? Non c'è problema. C'è la Safer... Che cacchio è? Nessuno lo sa. Una srl specchietto per le allodole. Il don Rodrigo di turno. L'innominato è nel suo castello e aspetta il momento giusto per uscire allo scoperto. Davvero sembriamo risprofondati nel Seicento di Manzoniana memoria.

A Copenaghen i grandi della terra si riuniscono per parlare di taglio alle emissioni. Quindi: meno inquinanti, meno traffico. E nel Bresciano che si fa? Mentre nel resto d'Italia i poli logistici e gli interporti si fanno vicino alla ferrovia (in modo da caricare su rotaia le merci!!!!!) qui si fanno in mezzo a due strade congestionate in campagna-periferia. E se ne fanno uno quà e uno là. Uno a Chiari, uno ad Azzano, uno a Brescia, uno a Ghedi, uno a Leno (in quota Pd, così siamo in pars condicio, sic!).

Dov'è la politica? Non esiste un minimo di programmazione? Ci dicono che porteranno posti di lavoro. Sì, part-time in mano alle agenzie interinali e comunque pagati 700 euro al mese? Questi sono i posti di lavoro che vogliamo per i nostri figli che mandiamo a studiare? Di fronte al futuro polo c'è la Tattile, ditta che fa reddito con l'alta tecnologia. Perchè non sviluppare lì un polo tecnologico all'avanguardia? Perchè la Provincia non aiuta e caldeggia un obiettivo come questo?

Veniamo all'ultimo punto. In Provincia stanno già parlando di viabilità alternativa. Sì: una teoria di bretelle e tangenzialine che devasteranno Dello, Longhena, Brandico, per arrivare sulla 235. La verità signori, è che tra 30 anni questi paesi saranno tutti hinterland di Brescia, una grande città metropolitana. Tra 50 anni i più ricchi avranno aria pulita da acquistare e respirare nelle proprie abitazioni (sì, come nei film di fantascienza). Nello stesso tempo magari la politica darà forti incentivi per rottamare capannoni. Per far tornare un pò di verde.



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