Il mio vuol essere solo un ricordo, una testimonianza personale di chi è stato Angelo Vassallo. Angelo Vassallo è stato sindaco a tempo pieno, né pescatore, né imprenditore: dal momento in cui infatti ha ottenuto il favore degli elettori, ha scelto di spendere la sua vita, d’impegnarsi con abnegazione e fatica indefessa per la soddisfazione della sua terra e dei suoi abitanti.Una terra, il Cilento che, quando Vassallo è salito agli onori della politica, era conosciuto ai più solo per la sua fulgida stella: Palinuro e il Club Méditerranée. Quanto al resto, la Campania a Sud aveva il suo confine nella Costiera Amalfitana, poi più giù, tranne Palinuro appunto, solo sterpaglie, terre incolte, macchia mediterranea a iosa e…il nulla! Ebbene, la scommessa di tanti ambientalisti convinti e di Angelo Vassallo in primis, è stata quella di affrancare il Cilento dalla nomea infamante di terra di briganti e di “tristi” (tali appellavano alla corte di Napoli i Cilentani), per farne un’eccellenza turistica.
La scommessa non era roba da poco perché significava convincere innanzitutto i Cilentani a crederci, a farsi loro per primi attori di un rinnovamento consapevole. E allora, ecco il Comune di Pollica diventare il cavallo di razza che traina tutto un territorio e la sua gente, grazie all’opera di un sindaco che è lì pronto a sanzionare severamente chi cede all’abusivismo edilizio, chi non ristruttura la sua casa in “pietra viva“ o monta infissi in alluminio, chi non fa la raccolta differenziata, chi getta mozziconi per terra, chi non paga le tasse portuali.
Il suo mandato si spende tra il popolo, è un sindaco, lui, che sta in mezzo ai suoi paesani, sempre disponibile, ma anche vigile inflessibile con chi non rispetta le regole. Ed ecco che, come per incanto e anche, c’è da dire, sull’onda dell’elezione del Cilento a Parco Nazionale nonché a patrimonio dell’U.N.E.S.C.O. , i miseri e sconosciuti borghi di Acciaroli e Pioppi, dove si sentiva solo l’olezzo delle reti da pesca , diventano Bandiere Blu, conquistano e poi detengono, da regine invitte, il titolo di spiagge più belle e pulite d’Italia. Angelo Vassallo è stato definito da molti eroe: per me lo è stato in questo senso, nel senso cioè che ha creduto in un progetto di rinascita della sua terra, in anni in cui nessuno ci avrebbe scommesso, e ha impiegato tutte le sue forze per condurlo a termine con successo.
In tutta onestà, non mi sento di sposare la causa di chi lo ha definito eroe, in quanto combattente contro la criminalità, la delinquenza organizzata. Chi è figlio del Cilento, come me, lo sa bene: a Pollica come ad Agropoli o ad Ascea, non siamo a Casal di Principe, non ci sono cioè regolamenti di conti o scontri quotidiani fra cosche, anche perché qui non ci sono interessi economici tali da giustificare l’ingerenza della camorra. Angelo Vassallo ha contrastato sì con ferocia e convinzione la diffusione della droga nel suo paese, ma lo ha fatto affrontando de visu spacciatori e consumatori.
La sua uccisione, da umile conoscitrice dei luoghi, la inquadrerei perciò piuttosto in una vendetta personale di qualche balordo a lui noto. Comunque, ai P.M. l’ardua sentenza… Una cosa è certa: se è vero, come diceva Benedetto Croce, che il Sud “è una terra abitata dei diavoli”, un diavolo è sicuramente quello che la notte del 5 settembre ha scaricato 9 colpi contro Angelo Vassallo.
Maria Rosaria D'Ambrosio Insegnante ad Orzinuovi (Bs)