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Tredicesime più povere per i bresciani. L'effetto della crisi con ricorso alla Cassa integrazione taglierà la gratifica natalizia dei dipendenti. È quanto stimato dagli esperti - in una media che non tiene conto delle prassi sindacali delle singole aziende - considerando che legalmente l'importo viene calcolato in base ai giorni di lavoro detraendo quelli di Cig. Si tratta in pratica di 8 milioni e 156 mila euro che verranno a mancare nei conti di fine anno delle famiglie ed andranno ad appesantire un bilancio che secondo le stime nazionali finirà per destinare il 75% di quanto percepito tra tasse, bolli, canoni, mutui e rate.
A BRESCIA. L'importo medio della gratifica natalizia sarà di 1.088 euro (lo scorso anno erano 1.121 euro). In totale verranno erogati in questo mese 435,858 milioni di euro contro i 444,015 mln dell'anno precedente. Qualcosa in più per i pensionati che avranno in totale 204 mln contro i 152 mln dell'anno scorso. Chiaramente la media ottenuta dal raffronto tra 2008 e 2009, considerando l'effetto Cig, è una pura astrazione statistica (solo chi ha beneficiato degli ammortizzatori sociali subirà l'inevitabile decurtazione), ma il raffronto fra le «buste medie» rimane significativo ed evocativo. A soffrire di più è il comparto manifatturiero: gli addetti avevano ricevuto una busta da 1.087 euro lo scorso anno mentre stavolta scenderanno sotto i 1.000 euro a 990 euro. Non stanno meglio i lavoratori dell'edilizia: si passa dalla tredicesima da 1.157 euro del 2008 ad un assegno decurtato da 1.002 euro con una perdita di 155 euro. Sostanzialmente stabili invece gli importi per agricoltura, commercio e industria elettrica gas e acqua.
A LIVELLO nazionale è stimata una crescita del 2,6% degli assegni: saranno erogati oltre 35 miliardi in busta paga. Ma soltanto meno di un quarto del totale sarà a disposizione per risparmi, regali, viaggi, cenoni. Lo dicono i dati di Adusbef e Federconsumatori. Le tredicesime che saranno pagate fra tre settimane ammonteranno per l'esattezza a 35,2 mld, 900 mln in più rispetto allo scorso anno: 10,2 mld andranno ai pensionati (in pagamento dall'inizio del mese), 9,1 ai lavoratori pubblici e 15,9 ai dipendenti privati. Di questi 35,2 mld, 26,3 verranno mangiati dalle consuete scadenze di dicembre, senza contare «gli aumenti infiniti iniziati a gennaio 2009 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, tarsu, tariffe aeroportuali». In particolare 4,9 mld, voleranno in Rc Auto, 2,5 miliardi serviranno a pagare prestiti e ratei, 1,7 mld finiranno nel canone Rai, 6,1 miliardi andranno a coprire il mutuo della casa, 3,8 mld saranno utilizzati per bolli dell'auto e della moto e 7,3 mld verranno mangiati da bollette e utenze varie. Alla fine, in tasca resteranno 8,9 mld, vale a dire meno di un quarto. Senza contare che la propensione all'indebitamento delle famiglie è quasi raddoppiata in dieci anni, mentre la ricchezza è diminuita di 264 mld nel giro di un anno, passando da 3.764 a 3.500 mld.
Giovanni Armanini

 


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