LE PIANTE MEDICINALI DEL NOSTRO TERRITORIO Parte introduttiva (III)
Lunedì 04 Luglio 2011 04:37 | Scritto da  Eugenio Zanotti

PREPARAZIONI ED APPLICAZIONI FITOTERAPICHE

Le preparazioni e le applicazioni a base di piante medicinali sono numerose. Alcuni metodi sono in diretta relazione con la loro forma di somministrazione: ad esempio i cataplasmi, gli unguenti, i balsami, hanno un impiego esclusivamente topico (uso esterno). Altri metodi tengono conto dell'origine di particolari gruppi di principi attivi di una pianta e può rendersi necessario l'uso di un solvente alcoolico per l'estrazione di sostanze insolubili in acqua. Altri ancora sono in relazione con gli organi della pianta stessa, nel senso che versando acqua sopra una radice intera di genziana, si estrae solo una piccola frazione dei suoi costituenti contrariamente a quanto avverrebbe per fiori o foglie.

E' evidente che alcune preparazioni sono accessibili e realizzabili in casa, altre richiedono invece una pratica e delle attrezzature specialistiche, pertanto, anche se vengono di seguito passati in rassegna i principali metodi di preparazione e di applicazione delle droghe vegetali, sono state scelte "ricette" di facile preparazione (infusi, decotti, vini medicamentosi, paste di polveri, ecc.) ma nel contempo sicure ed efficaci. Per un'utilizzazione razionale e corretta delle droghe medicinali occorrono recipienti a chiusura ermetica idonei (in vetro pyrex, porcellana resistente al fuoco, acciaio inox), non di ferro, alluminio, rame o altri metalli che possono reagire con sostanze estratte dalle piante. Occorre un contenitore per liquidi con riportate le misure per i millilitri (tacche dei ml), possibilmente un bilancino di precisione almeno ai 5 gr per poter tarare i recipienti che si intendono usare. Passiamo ora in rassegna le principali tecniche di preparazione e di utilizzazione delle piante officinali:

BAGNO: è generalmente preparato versando nella vasca due o tre litri di un infuso o un decotto di piante essiccate (di solito mezzo Kg). Oltre al bagno "totale" sono spesso consigliati anche bagni parziali come i pediluvi, i manicupi, i semicupi.

CATAPLASMA: medicamento per uso esterno preparato impastando acqua con polveri, erbe triturate o macerate, spesso miscelate con sostanze di sospensione (di solito farine), l'impasto viene posto, generalmente caldo, fra due panni sottili (pezzuola di tela o garza) prima dell'applicazione sulla parte della superficie del corpo da curare.

COLLUTORIO: è una soluzione medicamentosa destinata a essere utilizzata per gargarismi (diluito) o per disinfettare e disinfiammare le gengive e le mucose irritate (puro o diluito in poca acqua).

COMPRESSA TOPICA: si prepara con garze o pannolini imbevuti di una sostanza curativa che è applicata esternamente sulle parti doloranti o che vanno medicate.

DECOTTO: si ottiene attraverso la decozione, la quale consiste nel sottoporre la droga all'azione di un liquido bollente (generalmente acqua) per un tempo più o meno lungo. E' un processo estrattivo riservato alle droghe non aromatiche, coriacee e compatte (legni, cortecce, radici) o a quelle che cedono i principi attivi solo dopo la lunga azione del liquido solvente e del calore. E' buona norma per alcune droghe particolarmente "tenaci" effettuare una macerazione di alcune ore, nel caso di fiori, radici piccole o scorze frammentate tale operazione può essere evitata. La droga, preventivamente frantumata, triturata, o polverizzata e pesata nel dosaggio prescritto, viene immessa in un contenitore a chiusura ermetica resistente al fuoco assieme al solvente (es. acqua) freddo, si porta ad ebollizione e vi si lascia 15 minuti (droghe tenere) o da mezz'ora a 45 minuti (droghe dure), si ritira dal fuoco, lasciando riposare un quarto d'ora e poi si filtra ancora caldo attraverso garza o tela (non carta) spremendo bene il residuo (meglio se con uno schiacciapatate). Data la scarsa conservazione è bene preparare dosi giornaliere.

DISTILLAZIONE: è un procedimento chimico atto ad ottenere la separazione dei singoli componenti (olii, alcoli, acqua) di parti verdi o secche di piante o di liquidi organici qualsiasi. Sfrutta le diverse temperature di ebollizione delle sostanze e si raggiunge per evaporazione e successivo raffreddamento del liquido trattato.

EMPIASTRO: o impiastro, è un medicamento per uso esterno mescolato ad una sostanza grassa, resinosa o saponificata che funge da eccipiente, vale a dire da veicolo, per ottenere una migliore distribuzione.

ESSENZA: si ottiene mediante una vera e propria distillazione della pianta medicinale in alcool etilico per estrarre da essa gli olii essenziali volatili. E' impiegata in medicina, profumeria, liquoreria ed in cosmetica. Si conserva in vasi di vetro colorato, chiusi ermeticamente.

ESTRATTO: è un macerato acquoso, acquoso-glicerinato o alcoolico delle droghe che in seguito viene concentrato. Si distinguono gli estratti leggermente fluidi, gli estratti poco densi e gli estratti secchi. La preparazione degli estratti richiede grande esperienza oltre ad impianti ed apparecchiature idonee.

FILTRAZIONE: è l'operazione meccanica che serve a rendere limpido un liquido nel quale sono sospese sostanze solide. I filtri possono essere di carta speciale, di cotone, di garza, di tela, di finissime reti metalliche, ecc.

FRIZIONE: si tratta di un massaggio effettuato con un guanto di spugna bagnato e strizzato da strofinare sul corpo, oppure asciutto con guanto di crine. Si usano allo scopo alcool etilico, acqua di colonia, lozioni alla lavanda, ecc.

FRANTUMAZIONE: consiste nel ridurre una droga solida in frammenti più o meno grossi; si applica soprattutto su legni, cortecce, rizomi, radici e semi. Si fa manualmente nel mortaio con un pestello o con idonei apparecchi meccanici o elettrici.

INALAZIONE: quando si fanno svolgere vapori (droga sciolta in acqua bollente o meglio, mantenuta in ebollizione dentro ad un pentolino) per poterli aspirare ponendosi con la testa coperta da un telo o da un asciugamano in prossimità dell'emissione.

INFUSIONE: è senza dubbio, insieme alla tisana, il metodo più noto e utilizzato nelle famiglie per lo sfruttamento dei benefici principi attivi contenuti nelle piante medicinali, tuttavia molto spesso tale operazione è eseguita in modi non corretti, con il risultato di ridurre notevolmente l'efficacia delle droghe impiegate. L'infusione è una tecnica consigliata generalmente per tutte le parti di piante ricche di componenti volatili, di aromi delicati e di principi attivi che si degraderebbero con la bollitura. Indichiamo due modi di preparazione di un infuso terapeutico: il primo consiste nel versare la quantità indicata di acqua bollente in un idoneo recipiente a tenuta ermetica nel quale sia stata messa la quantità di droga prescritta, nel lasciare infondere per il tempo indicato, e nel filtrare per mezzo di tela o carta apposita spremendo bene il residuo; il secondo consiste nell'introdurre la droga nell'acqua fredda nella dose dovuta, nel portare il tutto ad ebollizione, nel togliere il recipiente dal fuoco, richiuderlo e lasciare in infusione il tempo necessario. Se l'acqua del rubinetto è dura, cattiva o ricca di cloro è consigliabile l'impiego di acqua minerale naturale, acqua distillata o acqua depurata. L'infuso può essere dolcificato e aromatizzato a piacere e, come tutte le preparazioni acquose, dovrebbe essere bevuto nell'arco della giornata caldo o tiepido.

IMPACCO: è un bagno parziale che si fa mediante applicazione di panni imbevuti in un liquido medicamentoso (es. decotto) e poi strizzati sulla parte malata. Si usano freschi, tiepidi o caldi.

IRRIGAZIONE: è l'introduzione di un liquido medicamentoso nelle cavità naturali (orecchi, narici, vagina, ecc.) sia direttamente, sia per mezzo di perette o di una cannula. Il liquido introdotto (infuso, decotto, ecc.) va portato a temperatura il più possibile simile alla temperatura del corpo.

LIQUORE: o amaro, si ottiene lasciando immersa per un certo periodo la droga nell'alcool etilico, diluendo in seguito con acqua fino a gradazione voluta e aggiungendo zucchero ed eventuali correttivi a piacere.

MACERAZIONE: è un'infusione a freddo che consiste nel lasciare per un certo tempo una droga a contatto con un solvente (acqua, alcool etilico, olio, ecc.). E’ fatta su quelle droghe che contengono principi attivi termolabili (che si alterano o svaniscono con il calore), quando il solvente indicato non può essere scaldato (es. vino), quando occorra un'estrazione parziale o mirata di principi attivi, oppure occorra rammollire radici, cortecce, gemme, ecc. per facilitare una successiva estrazione. La macerazione deve avvenire in recipienti di vetro, porcellana o acciaio inossidabile a chiusura ermetica, e può durare da un minimo di 48 ore fino a 8-10 giorni e deve essere agitata almeno una volta al giorno. Alla fine si procede alla filtrazione e il prodotto prende il nome di macerato: estratto acquoso se il solvente è l'acqua, tintura se è l'alcool etilico, oppure vino medicamentoso, olio medicamentoso, e così via.

OLIO MEDICAMENTOSO: è una preparazione nella quale i principi attivi di una droga sono disciolti in un olio (di solito di oliva) per rendere più facile l'applicazione ed il loro assorbimento da parte del corpo. Talvolta per permettere la soluzione di principi attivi poco solubili o solubili in altro solvente si aggiungono acqua e/o alcool etilico.

PASTA: è una miscela di consistenza più o meno molle, preparata con zucchero e gomma arabica o miele, ai quali si aggiungono droghe o principi attivi.

POLVERIZZAZIONE: consiste nel ridurre in polveri più o meno fini le droghe vegetali è il prodotto ultimo del lavoro del mortaio, ma è più rapida se fatta con appositi mulini da laboratorio capaci di polverizzare, micronizzare e setacciare le droghe introdotte. Generalmente questa operazione segue la frantumazione e la triturazione e si opera su materiale perfettamente secco. Le polveri grossolane sono utilizzate per la preparazione di decotti, infusi, cataplasmi, ecc., mentre quelle più fini sono somministrate direttamente disciolte in vari liquidi, miele, marmellata o vari alimenti, oppure servono alla confezione di compresse, granuli o confetti.

SCIROPPO: si prepara aggiungendo a 100 parti di acqua, da 170 a 200 parti di zucchero, il tutto va scaldato fino all'ebollizione ottenendo così lo zucchero semplice. Quando questo si è raffreddato vengono aggiunte le droghe, di norma sottoforma di infuso, decotto, macerato, succo, estratto, ecc. E' una preparazione che ha lo scopo di rendere più gradevole l'assunzione di alcune sostanze medicamentose che hanno sapore amaro o cattivo.

SETACCIATURA: è un'operazione sussidiaria alla polverizzazione che ha lo scopo di rendere omogenee le polveri, separando i frammenti più grossi.

SUCCO: è costituito da liquido vegetale che viene estratto in vari modi, a seconda dei casi: per spremitura, per centrifugazione oppure per incisione dai tronchi come quelli di frassino per raccogliere la nota "manna", ecc.

TINTURA: si prepara mediante macerazione a freddo di droghe essiccate in alcool etilico, solitamente a 60-70 ° C. Si versa in una bottiglia l'alcool etilico e la droga ai dosaggi prescritti, finemente triturata o polverizzata e si lascia a macerare il tutto per 4-5 giorni agitando di tanto in tanto. Alla fine si filtra e si conserva in bottigliette scure munite di contagocce. sono somministrate a gocce nei dosaggi indicati diluendole in poca acqua o sopra una zolletta di zucchero.

TISANA: non è altro che un macerato, un infuso o un decotto preparato con molta acqua e una piccola dose di droga, così da poter essere consumata come bevanda abituale. Spesso la droga che la costituisce è una miscela di varie piante, ad esempio di una o più droghe base, di una droga adiuvante (che rinforza per sinergia l'azione della droga base) e di un complemento che viene aggiunto per dare profumo, gusto e colore gradevoli alla tisana.

TRITURAZIONE: consiste nel ridurre una droga, di consistenza non troppo dura, in minuscoli frammenti; si applica soprattutto sulle droghe erbacee, sulle foglie, sui fiori, sulle gemme, su alcuni tuberi, ecc. Può essere eseguita con un buon lavoro al mortaio oppure, più facilmente, per mezzo di apparecchi elettrici da cucina (omogeneizzatori a lame rotanti, macina caffè, e simili). Questi vanno accuratamente puliti dopo ogni operazione e le droghe triturate vanno poste in contenitori di acciaio inossidabile, in vetro o ceramica smaltata che non reagiscano o assorbano sostanze o succhi emessi da vegetali.

UNGUENTO: o pomata, è un medicamento molle per uso esterno confezionato aggiungendo eccipienti grassi (classico quello che si trova sotto la criniera del cavallo), cera d'api alle piante polverizzate o alle preparazioni (es. estratti), il tutto deve essere scaldato un paio d'ore a bagno Maria.

VINO MEDICAMENTOSO: è un vino di buona gradazione alcoolica (compreso marsala, passito, porto, ecc.) nel quale sono stati sciolti i principi attivi di una droga. Può essere preparato mediante macerazione di piante medicinali fresche o secche. Di norma s’impiega vino rosso con le droghe ad azione astringente e vino bianco per quelle diuretiche.

I correttivi del gusto:

I nostri sensi "civilizzati" non sono più abituati agli odori e ai sapori forti, grezzi, amari, acidi, o meglio, naturali, di molte preparazioni a base di piante medicinali, perciò spesso si ricorre ai cosiddetti correttivi per rendere più gradevole il gusto di infusi, decotti, e di altre bevande curative. Si possono usare dolcificanti naturali come il saccarosio (zucchero comune), il fruttosio, il miele, il latte condensato, la mannite, ecc. o, per chi ha problemi di diabete o di linea, sostanze dolcificanti ipocaloriche. Il sapore e l'odore si possono mascherare con l'uso di alcune droghe di gusto gradevole o dal profumo aromatico, come la liquirizia, i baccelli di vaniglia, i succhi e le scorze di agrumi, gli sciroppi di lampone o di mirtillo, la menta, la salvia, la cannella, i chiodi di garofano, ecc. Un bravo erborista sa preparare miscele che oltre ad essere gradevoli si conciliano anche negli effetti terapeutici, ad esempio un decotto emolliente di radice di Altea sarà migliorato con l’aggiunta di pezzetti di Liquirizia.

Alcune misure indicative per i volumi dei liquidi:

Scodella da minestra : circa 400 ml (millilitri)
Tazza per caffelatte : circa 200 ml
Tazzina da caffè :  circa  75 ml
Bicchierino da liquore: circa  30-40 ml
Cucchiaio da minestra : circa  12-14 ml
Cucchiaino da caffè : circa   4-5 ml

Alcune misure indicative per il peso medio delle droghe in povere

Una punta di coltello :  circa  1-1,5 gr
Cucchiaino da caffè : circa   3-4 gr
Cucchiaio da minestra : circa  10-12 gr

Per droghe essiccate e triturate

Un pizzico : circa 2-3 gr
Un pugno : circa 40-50 gr
Una manciata piena : circa 60-80 gr

NB: le ricette fanno riferimento ai volumi in millilitri e al peso in grammi sopraindicati; si tenga conto comunque del peso individuale per la regolazione delle quantità medie giornaliere consigliate.
I dosaggi riportati nel formulario, quando non espresso diversamente, s’intendono relativi a droghe essiccate.

Ultima modifica Lunedì 04 Luglio 2011 04:56

Galleria immagini