Ita. achillea, millefoglio montano
Fra. achillée millefeuille, herbe au charpentier
Spa. milenrama
Ing. yarrow, milfoil
Ger. gemeine Schafgarbe, bouchwehkraut
Etimologia: il nome Achillea deriva da un'antica leggenda, narrata anche da Plinio, secondo la quale Achille usava curare le ferite dei compagni con foglie di questa pianta, edotto sulle sue virtù terapeutiche dal centauro Chirone. Il termine specifico millefolium si riferisce alla lamina molto finemente suddivisa in numerosissime fini lacinie.
Descrizione: pianta erbacea perenne stolonifera, più o meno finemente pelosa, a fusto eretto o ascendente, alto 30-60 (90) cm, semplice o superiormente ramoso-corimboso; foglie bislungo-lanceolate, bipennatosette a lacinie lineari bi-trifide, acute e mucronate. I capolini (diam. 4-6 mm) sono raggruppati in un corimbo, hanno ligule bianche o rosee. Sotto il nome di Achillea millefolium L. vengono riunite diverse specie di aspetto simile (Achillea collina, A. roseo-alba, ecc.); esse hanno analoghe proprietà della specie tipo.
Habitat: prati aridi, pascoli sassosi, soprattutto montani e subalpini (0-2200 m).
Distribuzione: eurosiberiana
Fioritura: da maggio a settembre.
Raccolta: le sommità fiorite (giugno).
Costituenti: le sommità fiorite contengono il glucoside achilleina, acido achilleico, una sostanza amara, olio essenziale con cineolo, pinene, cariofillene e camazulene, esteri degli acidi acetico, isovalerianico e formico, fitosterina, tracce di eugenolo, tannini e mucillaggini, sali di potassio, fosfati, cumarine, tannini, ecc. I fiori contengono inoltre acido propionico e le radici, composti solforati volatili.
Proprietà: migliora le condizioni generali della circolazione, influenza positivamente le funzioni digestive ed epatiche, accelera il ricambio, frena le emorragie uterine, emorroidarie e polmonari, stimola l'appetito e viene consigliata nelle cure primaverili depurative del sangue. Indicata anche come amaro-aromatica, blandamente antinfiammatoria-antipiretica e ipotensiva.
Impieghi: è usata come emmenagogo, eupeptico, antigastralgico, spasmolitico-sedativo.
Note varie e curiosità: una leggenda vuole che con questa pianta furono guarite le ferite riportate in combattimento da Telefo, re di Micene. Diversi botanici ed erboristi ne parlano dal Medioevo in poi nei loro trattati e l'"erba dei tagli" o "erba del soldato" viene considerata provvidenziale sulle ferite perchè disinfetta, cicatrizza e stimola la rigenerazione dei tessuti.
PREPARAZIONI
Infuso carminativo, indicato nei casi di digestione difficile e come calmante di dolori addominali Un cucchiaino colmo di sommità fiorite in una tazza di acqua bollente: lasciare infondere venti minuti e bere un'ora dopo i pasti dolcificando con un cucchaio di miele.
Vino digestivo
Un pugno di sommità fiorite in un litro di vino bianco secco: lasciare in macerazione una settimana. Per migliorarne il sapore si può aggiungere all'achillea un pizzico di semi di finocchio o di anice. Si filtra il tutto e se ne beve un bicchierino dopo i pasti.
Infuso cosmetico
Una manciata di sommità fiorite in mezzo litro di acqua bollente: si lascia infondere mezz'ora, e dopo la filtrazione e la spremitura del residuo si applica sul viso per venti minuti mediante cotone idrofilo. Lo stesso infuso è utile come lozione da applicare ai capelli con seborrea e forfora.