Etimologia: il termine Rosa ha radice celtica, che significa "rosso", per il colore dei fiori di molte specie del genere;
canina, deriva dall'antica credenza che la radice di questa pianta servisse per curare la rabbia dei cani e le persone ferite dai loro morsi, quindi dal suo uso popolare.
Descrizione: cespuglio con fusti legnosi, glabri, alto mediamente 1-2 (3,5) m, con spine robuste, arcuate, rosse. Foglie imparipennate, composte da 5-7 segmenti ovali, glabri. Fiori a 1-3 con petali rosei o biancastri sui lobi. Frutto (falso frutto o cinorròdio o cinorrodònte) piriforme (1-2 cm) rosso. Con il binomio di Rosa canina L. sono indicate specie molto variabili.
Habitat: boscaglie degradate (con querce caducifoglie, faggio, abete, pino), radure dei boschi ripariali, cespuglieti e siepi (0-1500 m).
Distribuzione: paleotemperata.
Fioritura: da maggio a luglio.
Raccolta: i petali, prelevati dai fiori ancora in boccio, e i ricettacoli fiorali divenuti rossi e carnosi nel frutto in settembre-ottobre.
Costituenti: acido gallico e quercitannico, resine, zuccheri, sostanze coloranti, tannini e un olio essenziale con geraniolo (petali), acidi organici, flavonoidi, pectine, polifenoli, leucoantocianine, catechina, vitamine A, B e, nei cinorrodi, un'alta percentuale di vitamina C, ecc.
Proprietà: astringenti, toniche e oftalmiche (i petali in decotto). Antielmintiche contro gli ascaridi. La polpa dei frutti è ricchissima in vitamina C, bel lavata e pulita dai semi e dalla peluria interna, è utilizzata per preparare conserve rinfrescanti e lievemente lassative e tisane che risultano utili nelle malattie dei reni e della vescica, nei casi di diabete, ecc.
Impieghi: i petali si usano nella blefaroftalmia, nella costipazione dei bambini, nelle diarree, dissenterie, emottisi, laringotracheiti, ecc. I cinorrodi nello scorbuto, disuria, come antinfiammatori dell'apparato genitourinario, ecc.
Note varie e curiosità: i falsi frutti, opportunamente ripuliti all'interno dai semi e dalla peluria irritante, servono a preparare squisite marmellate.
PREPARAZIONI
Infuso tonico, bioattivatore, consigliato ai convalescenti
Un pugno di petali freschi triturati lasciati infondere un quarto d'ora in una tazza d'acqua bollente. Si filtra e si addolcisce con miele. Due tazze al giorno il mattino a digiuno e la sera mezz'ora prima di andare a letto.
Miele rosato:
Mettere una manciata di petali freschissimi, colti preferibilmente di mattina con tempo asciutto, in un vaso di vetro a chiusura ermetica, coprirli con una scodella di acqua bollente e lasciare in macerazione ventiquattrore. Si filtra spremendo bene il residuo, si aggiungono 300 g di miele fluido e si agita di tanto in tanto fino ad amalgamare bene il tutto, si lascia riposare per almeno 15 giorni prima di usare. E' molto indicato per calmare i disturbi della dentizione dei lattanti e, diluito in acqua, per fare gargarismi antinfiammatori.
Eugenio Zanotti
ROSA CANINA L.
Lunedì 13 Febbraio 2012 05:21 | Scritto da Eugenio Zanotti
Lunedì 13 Febbraio 2012 05:21 | Scritto da Eugenio Zanotti
Fam. Rosaceae
Ita. rosa selvatica comune, rosa canina
Fra. rosier des chiens, eglantier commun
Spa. escaramujo, zarzarrosa
Ing. dog rose, briar rose
Ger. Hundsrose, Dornrose
Nomi dielettali locali: Röza selvàdega, Röza de rìa
Ita. rosa selvatica comune, rosa canina
Fra. rosier des chiens, eglantier commun
Spa. escaramujo, zarzarrosa
Ing. dog rose, briar rose
Ger. Hundsrose, Dornrose
Nomi dielettali locali: Röza selvàdega, Röza de rìa