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Il punto non è «quanto», ma «perché». E la risposta a questa domanda, il più delle volte, manca all'appello. Anzi, ad essere precisi, «c'è solo per il 5% delle cifre sostenute». Con una conferenza stampa il Partito democratico mette al centro del dibattito le spese sostenute dalla Giunta Paroli con le undici carte di credito comunali assegnate a sindaco e assessori.
Il periodo di riferimento va dal luglio 2008 al dicembre 2009, diciotto mesi in cui - stando ai dati forniti al Pd dagli uffici competenti - Paroli e la sua squadra avrebbero speso 49.452,65 euro. Quasi tutti per pranzi e cene di rappresentanza.
«Dalla Loggia risposte evasive»
Tutto nasce da un'istruttoria interna attivata dal «Collegio dei revisori dei conti», cui fanno seguito due interrogazioni presentate dai consiglieri del Pd in Consiglio comunale: la prima, riguardante i costi delle «missioni» (ossia i rimborsi per viaggi e soggiorni programmati e autorizzati dal sindaco), in gennaio; la seconda, per le cosiddette «spese di rappresentanza» (disciplinate da un'apposita delibera di Giunta), in febbraio.
«Di fronte alle nostre richieste - sostengono Emilio Del Bono, Federico Manzoni, Fabio Capra, Luigi Gaffurini, Valter Muchetti, Aldo Rebecchi, Alberto Martinuz, Giorgio De Martin - il sindaco ha risposto in modo evasivo». In particolare nella replica scritta che il primo cittadino ha fornito il 25 febbraio scorso.
Nella stessa si legge: «Il Comune ha stabilito le modalità per l'utilizzo della carta di credito, mentre non si procede ad alcun controllo di merito sulle spese medesime, in quanto si prevede che il titolare sia personalmente responsabile secondo le regole generali».
«Manca la documentazione»
Ma il problema, secondo il Pd, sta proprio nel rispetto del regolamento, lo stesso in cui si prevede che insieme allo scontrino fiscale per ogni operazione sia allegata la «giustificazione della spesa sostenuta». Una giustificazione «presente solo per il 5% dei casi» incalzano i democratici, che aggiungono: «Non solo manca la documentazione, ma in alcune circostanze la carta di credito è stata utilizzata in modo improprio, ossia per le pause dai lavori del Consiglio comunale».
La normativa esclude infatti «l'utilizzo del fondo durante gli appuntamenti amministrativi interni». «Siamo di fronte ad un atteggiamento che non si dimostra coerente né con le disposizioni interne né con quelle della Corte dei conti - puntualizza il capogruppo, Emilio Del Bono - Ora non sta a noi proseguire con ulteriori indagini, sarà la stessa Corte dei conti a fare chiarezza. Intanto, però, attendiamo una risposta chiara dalla Giunta».
Infine, precisa: «Questa non vuol essere una conferenza stampa politica, perché il compito di un'opposizione operosa è anche e soprattutto quello di richiamare ad un utilizzo corretto e rispettoso delle risorse pubbliche. Un bene collettivo che, se e quando utilizzato, deve essere ben giustificato». Ciò significa che «non basta sapere quanto gli assessori fanno spendere al Comune per mangiare, ma bisogna chiarire con chi e perché. Ora non resta quindi che conoscere l'epilogo dei lavori dell'ente preposto». Un po' come dire: arrivederci alla prossima puntata. E se nei 18 mesi citati l'Amministrazione ha speso oltre 49mila euro, nei primi due mesi del 2010 la cifra è scesa a 690 euro totali.
Le spese di ogni assessore
Dai dati diffusi durante l'incontro si evince che le maggiori spese per pranzi e cene «di rappresentanza» sono riferite agli assessori alla Mobilità, Nicola Orto, e alla Famiglia, Giorgio Maione: i «tracciati» delle loro carte di credito comunali nei 18 mesi considerati parlano rispettivamente di 8.482,84 euro e 8.793,64 euro. A seguire, il sindaco Paroli (6.865,50 euro) e gli assessori alla Cultura, Andrea Arcai (5.564,81 euro); alla Sicurezza, Fabio Rolfi (4.969,82 euro); all'Urbanistica, Paola Vilardi (4.502,81 euro); al Bilancio, Fausto Di Mezza (3.252,43 euro). Seguono ancor più in basso nella scala dell'utilizzo della loro carta comunale Maurizio Margaroli (2.948 euro); ai Lavori pubblici, Mario Labolani (2.821,50 euro); ai Tempi, Claudia Taurisano (1.251,30 euro).
E in questa classifica c'è anche chi, come l'assessore alla Casa, Massimo Bianchini, non ha mai usato la carta di credito comunale se non per sbaglio. Ma i 22euro - i soli da lui utilizzati in 18 mesi - sono stati restituiti.

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Auguri a tutte le donne , che siano mamme,nonne,sorelle,operaie,casalinghe o pensionate un augurio di cuore al motore trainante del nostro mondo .
Nere,bianche, cristiane,mussulmane donne di tutto il mondo
Sempre in prima linea in famiglia e al lavoro una festa non puo bastare a renderle omaggio , tutti i giorni dovrebbero essere come l'8 marzo

Caro presidente Berlusconi , se cercare la verità, se fare  arrestare delinquenti , se beccare i politici corrotti con le mani nel sacco, se voler applicare le leggi per tutti i cittadini , se insomma volere uno stato basato sull'onestà vuol dire essere talebani come lei definisce parte dei giudici , allora  in questo caso anche io mi sento TALEBANO e la invito a leggersi bene cosa vuol dire la parola Talebano augurandomi che l'indignazione per le sue parole finalmente venga fuori senza se e senza ma ( le ricorda qualcosa ? )
Il termine talebani o talibani (in pashto: طالبان, ṭālibān, pronunciato ṭālebān, plurale di ṭālib), indica gli studenti delle scuole coraniche (incaricati della prima sommaria alfabetizzazione, basata esclusivamente su testi sacri islamici). Sono diventati famosi sugli organi di comunicazione di massa, che usa questo termine per indicare la popolazione fondamentalista presente in Afghanistan e nel confinante Pakistan.
Sviluppatisi come movimento politico e militare per la difesa dell'Afghanistan dall'invasione sovietica, i talebani sono noti per essersi fatti portatori dell'ideale politico-religioso che vorrebbe recuperare tutto il portato culturale, sociale, giuridico ed economico dell'Islam (almeno come da essi stessi inteso e interpretato) per costituire uno stato teocratico.
Dopo una sanguinosa guerra civile che li ha visti prevalere sui Tagiki e gli Uzbeki, essi hanno governato su gran parte dell'Afghanistan (escluse le regioni più a occidente e a settentrione) dal 1996 al 2001, ricevendo un riconoscimento diplomatico solo da parte di tre nazioni: Emirati Arabi Uniti, Pakistan e Arabia Saudita.
I membri più influenti, tra cui il Mullah Mohammed Omar, capo religioso del movimento, erano ulema (studiosi religiosi islamici), il cui livello d'istruzione islamica era peraltro limitato, impartito in semplici madrasa anziché negli istituti superiori di studio specializzati nelle scienze religiose.[senza fonte] Ostili ad adattare la loro patria alle società più moderne del pianeta, essi respinsero ogni tentativo di interpretazione che non fosse inquadrato nella più conservatrice tradizione spirituale e culturale del pensiero islamico, adottando un atteggiamento ferocemente repressivo nei confronti degli oppositori e facendo arretrare la condizione femminile a uno stadio assai peggiore di quello esistente nella fase monarchica dell'Afghanistan, precedente all'invasione da parte dell'Armata Rossa.

 

La recente sentenza del TAR di Brescia, che ha confermato la legittimità del voto amministrativo dello scorso anno a Orzinuovi,  può essere l’occasione per riprendere le fila di un reciproco ascolto all’interno del variegato mondo del centrosinistra orceano.
Anche la candidatura di Piero Maffeis, sostenuta dai circoli PD della nostra zona ed accolta da PD bresciano per le prossime  elezioni regionali, può essere un ulteriore elemento di serenità e stimolo a collaborare tra le diverse realtà ed opinioni di chi vuole un cambiamento ad Orzinuovi
In questi mesi ho visto in giro diffidenze, freddezza, prese di distanza, sottili distinguo….
Ma non è ora che anche ad Orzinuovi si butti il cuore oltre l’ostacolo, si torni a parlarsi insieme, ad avere un po’ più di stima reciproca, a discutere e fare proposte, a convergere su progetti ed idee, a costruire un progetto comune per il vostro paese, a sostenere con forza e passione, senza per questo rinunciare a posizioni critiche o diverse, l’Amministrazione Ratti?

Io lo ritengo doveroso oltre che giusto.

Abbiamo ora l’occasione di mettere un freno ai guasti provocati dalla precedente  Giunta Faustinelli-Magli, di fare qualcosa di diverso e sicuramente in meglio, di dare un segno di cambiamento, di far partecipare i cittadini alla vita della comunità orceana, di dare alcune risposte alle famiglie in questo periodo di grave crisi economica e sociale, di valorizzare al meglio alcuni servizi, specie nei confronti di chi è più in difficoltà, di promuovere incontri ed iniziative culturali di un certo spessore, di dare una spinta innovativa ad alcune scelte ecologiche, di orientare il governo del territorio verso priorità di qualità di vita, di valorizzazione ambientale, di sostegno all’occupazione, di viabilità a misura d’uomo…

E noi non vogliamo metterci la faccia?

Non vogliamo almeno tentare questa avventura, provare a sostenere con convinzione e passione Andrea e questa Amministrazione?

Oltre che per il vostro paese, è molto importante anche per i comuni limitrofi della nostra zona che Orzinuovi sia ben amministrato e che le varie componenti del centrosinistra orceano sappiano esperimentare una innovativa e positiva esperienza di saggio governo locale.

Per quanto poco possa contare, io ci sono. 

P.S.: Oltre ad Andrea Ratti, una mano la voglio dare anche a Piero Maffeis nel sostenere la sua candidatura nel PD lombardo per le regionali di marzo. E voi un aiuto ce lo date?

 

 

Sarà uno dei giorni più importanti per i nostri ragazzi, sarà il giorno in cui la curiosità ed il dubbio, ma anche la gioia ed il desiderio, potranno trovare ristoro nella casa del dialogo e della crescita…nella Scuola.
Sarà il giorno in cui l’esempio dell’Uomo potrà volgere lo sguardo intorno a noi e raccontarci l’esperienza della Vita, con le sue gioie ed amarezze, con i suoi dolori e le sue speranze.
Luigi Ciotti, Don di professione, Amico di mestiere, sarà tra i nostri ragazzi qui ad Orzinuovi, venerdì 19 febbraio, ospite dell’Istituto di Istruzione Superiore “Cossali”, testimone narratore nell’ambito del Progetto “Storia del Novecento – Educazione alla Legalità ed alla Cittadinanza Responsabile”, condotto dalle Professoresse Annamaria Bordonaro ed Antonella Simonelli, con la sapiente “regia” di Giancarlo Bertoletti, Preside attento ad ogni azione di supporto alla crescita umana e culturale dei nostri ragazzi.
Don Ciotti sarà ospite tanto più gradito se si pensi che ha voluto esserci ad Orzinuovi.
Ha voluto esserci oggi, nonostante il tour de force cui si sobbarca quotidianamente, spendendosi alacramente senza chiedere nulla in cambio, se non i volti di tanti, giovani e meno giovani, che vorranno raccontare con lui l’esperienza di una vita condotta nel sacrificio e nella gioia per gli ideali comuni di giustizia e responsabilità, nella continua battaglia al soppruso mafioso, nel continuo richiamo all’assunzione di comportamenti eticamente coerenti con le scelte di legalità e di responsabilità che devono fondare l’azione di ogni uomo.
Una legalità che sia non tanto e non solo assioma di mera conformità alla legge scritta dagli uomini, ma che sia anche e soprattutto eticamente e moralmente sostenuta dal senso profondo dell’essere tutti uguali.
Una legalità responsabile che conduca ad una vita che stani, dovunque siano nascosti, la convenienza, l’opportunismo ed il falso richiamo di facili guadagni ed insegni invece a tessere rapporti di socialità, azioni di impegno civile, fatti concreti di quotidiano eroismo nel dimostrare agli altri quanto semplice ed amabile possa essere la vita condotta nel sacro rispetto dell’Uomo.
La vita stessa di Don Ciotti parla per lui: fonda il Gruppo Abele, Associazione di volontariato attiva in numerose realtà segnate dall'emarginazione. Viene ordinato sacerdote dal cardinale Michele Pellegrino nel 1972, e con magnifica intuizione come parrocchia gli viene affidata "la strada".
Sono gli anni in cui la droga irrompe e si diffonde.
Apre un “Centro di accoglienza e ascolto” e, nel 1974, la prima comunità.
Partecipa attivamente al dibattito e ai lavori che portano all’entrata in vigore, nel 1975, della legge n. 685 sulle tossicodipendenze.
Nel 1982, contribuisce alla costituzione del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza, presiedendolo per dieci anni. Nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta all’AIDS, nata per difendere i diritti delle persone sieropositive.
Negli anni ‘90 intensifica l’opera di denuncia e di contrasto al potere mafioso dando vita al periodico mensile “Narcomafie”, di cui è direttore responsabile.
L’impegno condotto culmina negli anni segnati dalle stragi di Mafia, negli anni degli efferati omicidi dei Magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli uomini delle loro scorte, nella creazione di “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, un network che, oggi, coordina nell’impegno antimafia oltre 700 associazioni e gruppi sia locali che nazionali.
Nel 1996 promuove la raccolta di firme che condurrà alla legge sul riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati ai mafiosi.
Ed allora diamo il benvenuto a Don Luigi, abbracciamolo e ringraziamolo per aver voluto essere tra noi con il suo esempio